7 febbraio 2026 - Aggiornato alle 23:19
×

L'intervista

Sant'Agata fra i ritardi e il "caso candelore", ma la festa rimane emozione. Trantino: «Se l'anno prossimo non facessimo i fuochi del Borgo?»

Il primo cittadino traccia un bilancio delle celebrazioni agatine 2026. Non ci sono ancora numeri definitivi, ma alcuni dati si possono già commentare: quelli sui controlli delle forze dell'ordine, per esempio

07 Febbraio 2026, 06:00

Sant'Agata fra i ritardi e il "caso candelore", ma la festa rimane emozione. Trantino: «Se l'anno prossimo non facessimo i fuochi del Borgo?»

Seguici su

«Visto l’orario al quale sono stati fatti quest’anno, per l’anno prossimo potremmo disporre che non ci siano i fuochi del Borgo». Il sindaco Enrico Trantino ne fa sia una questione economica - i fuochi costano, col sole alto in cielo non si vede niente - sia un fatto dimostrativo. «Magari si coglie quanto si perde, andando avanti così». La processione di Sant’Agata del 2026 è stata una delle più lente di sempre. Con lo spettacolo pirotecnico di piazza Cavour, tradizionalmente a notte fonda, avvenuto invece alle 7,30 del mattino e il canto delle suore di via Crociferi, che dovrebbe accogliere la vara all’alba, e che invece si è svolto quasi a mezzogiorno di ieri.

Sindaco, ogni anno sempre di più i ritardi sono il tema dell’indomani della festa. A cosa sono dovuti?
«Se mi si chiede una motivazione precisa, non sono in grado di rispondere. Sicuramente ci sono una pluralità di fattori. Per esempio, durante la salita dei Cappuccini, è stato evidente che dentro al cordone c’era una tale densità di devoti che rendeva quasi impossibili i movimenti, proprio per l’assenza di uno spazio minimo per camminare».

In passato si diceva che a generare i ritardi erano i tanti ceroni in mezzo alla processione. Ma adesso sono indubbiamente di meno rispetto ad anni fa. Eppure la Santa fa sempre più tardi.
«Io riesco a capire il desiderio di passare più tempo insieme alla Patrona, ma invoco quel senso della misura e del limite che è stato citato dal pulpito. Tanti devoti hanno il sincero desiderio di salutare Sant’Agata al suo rientro in Cattedrale, ma per molti di loro non è stato possibile. Molti erano sfiniti e non ce l’hanno fatta; molti sono dovuti rientrare a lavoro. Non è giusto togliere loro questa opportunità. Bisognerà pensare a degli interventi per il futuro, certo, ma mi piacrebbe che i cittadini pensassero anche a cosa possono fare loro, in prima persona».

Sta chiedendo ai catanesi un po’ di senso di responsabilità?
«Senso del limite, ripeto».

Anche quest’anno, le candelore hanno fatto discutere. La presunta gara con scommesse tra il cereo dei pescivendoli e quello degli ortofrutticoli è stata denunciata dall’arcivescovo Luigi Renna in persona. La polizia municipale dov’era?
«Premesso che la polizia locale non avrebbe potuto fare niente. Sarebbe stato impossibile fermare, senza rischi, due candelore in movimento».

Ma se gli agenti se ne fossero accorti avrebbero potuto segnalare.
«Non abbiamo un agente della polizia locale che accompagna ogni singola candelora. Ne abbiamo di diversi, dislocati lungo il percorso. Se non ho capito male, quello che si poteva vedere erano delle candelore in movimento dislocate lungo il percorso. Non necessariamente è una situazione di facile lettura per un vigile urbano, magari a una certa distanza. Inoltre, questo fatto è avvenuto in via Etnea, sicuramente inatteso visto che di solito lo scenario per questo genere di manifestazioni è la Pescheria. Detto questo, non ho ancora letto alcuna relazione su quanto accaduto».

Ci sarà un momento in cui lei, il comitato, i rappresentanti della Curia vi siederete attorno a un tavolo per discuterne e valutare eventuali correttivi su tutto?
«Certo. Ci sarà certamente una convocazione dal prefetto, la attendiamo».

Ci sono già dei dati sulle presenze in città durante la festa?
«Non ancora. Ma sono già felice perché, al di là di tutto, è stata una festa in cui hanno regnato compostezza e ordine. L’amministrazione, inoltre, ha fatto un grande sforzo per la pulizia: dal rientro del busto reliquiario c’erano già i mezzi dell’igiene urbana impegnati nelle pulizie, grazie al lavoro preparatorio dell’assessore Massimo Pesce. Ci sono stati, inoltre, parecchi interventi contro l’abusivismo commerciale: tutta quella folla non è una condizione semplice per intervenire, però lo si è fatto».

Cosa si augura per le celebrazioni agatine dei suoi prossimi anni da sindaco?
«Che la festa non sia l’unica occasione in cui questa città riscopre il senso di essere un’entità collettiva, che si comprenda che il rispetto delle regole è a beneficio di tutti e che le celebrazioni possano essere sempre più sostenibili per l’intera comunità cittadina. Mi piacerebbe che il clima festoso e di comunità non svanisse nel giro di pochi giorni».

La Festa di Sant'Agata sarà candidata a patrimonio immateriale dell'Unesco, qual è la tabella di marcia?
««Il dossier sarà presentato al ministero della Cultura entro la prossima estate. Poi il ministro, valutata tutta la documentazione, deciderà se sottoporre le festività agatine al vaglio ulteriore e definitivo, quello dell’Unesco».