Il caso
Ricorsi per i buoni pasto, l’allarme del Comune: «Rap rischia il tracollo»
Buoni pasto e pause negate: il contenzioso può mettere a rischio i bilanci della Rap per 20 milioni di euro tra ultimatum legali e la risposta del presidente
Venti milioni e rotti, cioè una montagna e le sue briciole, granelli capaci di fermare la macchina intera, che rischiano seriamente di dare una spallata mortale ai conti della Rap, se solo il ricorso di un dipendente per le somme dovute a titolo di buoni past o indennità di mensa sostitutive dilagasse tra tutto il personale.
Il capo area delle Partecipate e del controllo analogo, e a ruota il ragioniere generale Paolo Bohuslav Basile lanciano l’allarme e chiedono al presidente Rap Giuseppe Todaro quali accorgimenti la partecipata intenda mettere in campo per evitare la criticità che Basile, nel confermare la cifra di danno potenziale 20 milioni 59mila e 261 euro, definisce capace di «riverberare sugli equilibri finanziari e di bilancio della partecipata e su quelli del Bilancio comunale». Le pretese, le riassumono gli avvocati Valentina Mariani e Andrea Marziale, legali del lavoratore, che dal 2017 osserva un orario di 38 ore, 5 giorni su 7 (precedentemente le ore erano 36): per la difesa, vanno pagati i «danni per la violazione dell’obbligo di concedere la pausa giornaliera, nelle giornate lavorative superiori a sei ore; il mancato riconoscimento dei buoni pasto, arretrati compresi; ogni altra indennità, anche risarcitoria, da contratto collettivo di lavoro». L’ultimatum degli avvocati è datato 14 gennaio e dà alla Rap dieci giorni - scaduti - prima di andare dal giudice. Soltanto per i buoni pasto, Pulizzi, che parla come Basile di «prassi consolidata», fa il facile conto sul periodo interessato, che è di 1.773 giorni. Numero che va moltiplicato per la pattuglia di dipendenti Rap al completo, 1.557 e quindi per 7,22, vale a dire il costo del buono pasto. Totale, quei 20 milioni e briciole di cui sopra.
Il presidente di Rap, Giuseppe Todaro, manifesta «serenità e determinazione nella risposta che stiamo predisponendo con i nostri legali.» Quello prefigurato, garantisco, non è un rischio concreto per i bilanci dell’azienda».