i dati
Differenziata flop, Palermo maglia nera in Sicilia
Legambiente. Nel dossier 2025 il capoluogo si ferma al 17%. Va meglio in provincia: premiate le amministrazioni virtuose
Palermo non è solo “indietro”, ma incide in modo strutturale sull’emergenza rifiuti siciliana. È quanto emerge dai dati contenuti nel Dossier Comuni Ricicloni Sicilia 2025 presentato ieri da Legambiente ai Cantieri culturali alla Zisa, nell’ambito della campagna “Sicilia Munnizza Free”. Secondo il rapporto, nel 2024 il capoluogo si è fermato al 17,31% di raccolta differenziata, risultando il comune capoluogo di provincia con la percentuale più bassa tra le nove province dell’Isola.
Il dossier fotografa un rallentamento della differenziata in Sicilia, cresciuta complessivamente solo dello 0,67%, a fronte di una nuova crescita della produzione di rifiuti indifferenziati, tornata ad aumentare dopo sette anni di calo. In questo quadro, Palermo (ultima) e Catania (penultima) vengono indicate come le città con la produzione più elevata di rifiuti indifferenziati, con effetti diretti sulla saturazione delle discariche e sul ricorso all’export dei rifiuti fuori regione e all’estero.
Accanto alle difficoltà del capoluogo, il dossier mette però in evidenza i risultati raggiunti da diversi comuni della provincia. La società per la raccolta e trattamento dei rifiuti Palermo Provincia Ovest ha ricevuto una menzione speciale da Legambiente per aver superato il 75% di raccolta differenziata, collocandosi tra le realtà più virtuose a livello regionale. Tra i comuni premiati figura San Giuseppe Jato, che si conferma primo in Sicilia tra quelli con popolazione compresa tra i 5.000 e i 15.000 abitanti nella classifica dei Comuni Rifiuti Free, con una produzione di appena 15,3 chilogrammi di rifiuti indifferenziati per abitante. Buoni risultati arrivano anche dai comuni costieri, che devono affrontare l’aumento stagionale dei flussi turistici. Cinisi ha raggiunto una raccolta differenziata pari al 89,1%, con 46,8 kg di rifiuti indifferenziati per abitante, mentre Terrasini si attesta al 86,9%, con 61,8 kg per abitante.
Sul fronte cittadino, dal Comune sottolineano che da novembre 2024 l’amministrazione ha dato un impulso alla differenziata, facendo partire diversi step del servizio di porta a porta finanziati con fondi Pon Metro. Questi interventi avrebbero portato la raccolta differenziata a una percentuale che oscilla oggi, a regime, tra il 28 e il 30 per cento, dato successivo al periodo preso in esame dal dossier. Giuseppe Todaro, presidente della Rap, osserva come «dal 2024 il trend è in crescita. Palermo non è un comune di 10 mila abitanti. Nel 2026 incrementeremo ulteriormente le zone servite dal porta a porta».
Todaro evidenzia inoltre come «la percentuale di raccolta differenziata risenta in modo significativo degli abbandoni incontrollati e del fenomeno della migrazione», aggiungendo che «nel 2025 sono state conferite a Bellolampo 22 mila tonnellate di rifiuti in meno rispetto al 2024». Il presidente Rap ricorda che l’azienda è stata premiata da Legambiente per la qualità del materiale leggero raccolto, in particolare plastica e metalli. Stiamo ampliando la differenziata con diverse modalità operative e portando avanti attività di sensibilizzazione, ma il tema centrale resta quello dei controlli sul territorio.