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Cronaca

Bambina ustionata a Vittoria: interessato il 15% del corpo. Niente ferite al volto

La piccola è stata trasferita questa mattina al Cannizzaro di Catania dove è tenuta costantemente in osservazione

07 Febbraio 2026, 11:18

Bambina ustionata a Vittoria: interessato il 15% del corpo. Niente ferite al volto

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È arrivata all’alba al Centro Grandi Ustioni dell’ospedale Cannizzaro di Catania, avvolta in un silenzio che pesa più di qualsiasi sirena. Una bambina di meno di due anni, troppo piccola per capire cosa le sia accaduto, troppo fragile per affrontarlo da sola. I medici l’hanno presa in carico nel reparto di terapia intensiva, dove ogni respiro è monitorato, ogni gesto è calibrato, ogni minuto conta.

La sera precedente, a Vittoria, un incidente domestico l’ha travolta: acqua bollente, un attimo di distrazione, e la vita di una famiglia si è spezzata in due. La piccola ha riportato ustioni sul 15% del corpo. Una percentuale che, letta così, sembra un dato clinico; ma dietro quel numero ci sono lacrime, paura, mani che tremano, e un dolore che non dovrebbe appartenere a nessun bambino.

C’è però un frammento di sollievo, una fessura di luce: il volto è rimasto illeso. I medici del nosocomio di Vittoria l’hanno stabilizzata, hanno fatto tutto ciò che era possibile fare in quelle prime ore concitate, poi hanno deciso il trasferimento urgente al Cannizzaro, dove esiste un reparto capace di affrontare ferite così delicate.

Nel corridoio del Centro Grandi Ustioni, stamattina, l’aria era sospesa. Gli operatori sanitari si muovevano con quella miscela di professionalità e umanità che solo chi lavora ogni giorno sul confine tra fragilità e speranza riesce a mantenere. Nessuno si abitua mai davvero al pianto di un bambino ustionato. Nessuno.

Intanto, a Vittoria, una comunità intera trattiene il fiato. Perché quando succede a una bambina così piccola, non è solo una notizia: è un colpo al cuore collettivo. È il ricordo di quanto siano sottili i margini della sicurezza nelle nostre case, quanto basti un gesto involontario per cambiare tutto.

Adesso la battaglia è nelle mani dei medici del Cannizzaro. Una battaglia fatta di medicazioni, monitoraggi, analgesia, attenzione costante. Ma anche di una forza che i bambini, inspiegabilmente, sanno trovare dentro di sé. Una forza che spesso sorprende gli adulti.

La speranza, oggi, è una stanza d’ospedale illuminata da luci fredde. Ma è pur sempre speranza.