la denuncia
Otto mesi di silenzi e pressioni a Caltanissetta: il j'accuse del presidente del Libero consorzio contro la consigliera d'opposizione
La consigliera provinciale Petitto risultava iscritta al concorso che sollecitava a riattivare. È partita la segnalazione all'Anac
Immaginate la scena: una consigliera che siede in aula, presidente della Commissione Trasparenza, e per otto mesi tace sulla sua partecipazione a un concorso pubblico che lei stessa sta spingendo a riattivare, tagliando fuori decine di giovani candidati. È questo il fulmine a ciel sereno scaricato dal sindaco Walter Tesauro, anche presidente del Libero Consorzio dei Comuni, che non ci gira intorno: «Quando si parla di legalità e trasparenza, devono essere i fatti a parlare. Davanti agli atti, prima o poi emerge la verità».
La denuncia di Tesauro: «Fatti che non mentono, solo vergogna»
Walter Tesauro entra in scena con la sua duplice veste di sindaco e presidente del Consorzio, e lo fa con la forza di documenti alla mano che non lasciano scampo. «Il 4 febbraio 2026 arriva al protocollo una PEC dalla consigliera Annalisa Petitto: rinuncia al concorso per funzionario avvocato bandito dalla Provincia. Solo lì scopro che era tra i partecipanti, un dettaglio mai dichiarato nei suoi otto mesi di mandato provinciale», racconta Tesauro, con un tono che trasuda indignazione. E non è finita: «Parallelamente, ha bombardato il Consorzio con un'azione consiliare ossessiva proprio sui concorsi pubblici, come se nient'altro contasse». E il presidente richiama l'articolo 78 comma 2 del T.U.E.L. «È una norma chiara, inequivocabile, che chiunque in politica conosce a memoria», martella Tesauro, non lasciando dubbi sulla gravità.
La cronologia: un filo rosso di pressioni e silenzi
Tutto parte il 25 agosto 2025, quando la consigliera Petitto deposita un ordine del giorno a sola firma, premendo per l'immediata riattivazione dei concorsi sospesi, senza riaprire i termini a nessuno. Un documento solitario, quasi un monologo, che già puzza di urgenza sospetta.
Pochi giorni dopo, il 16 settembre, sale in aula e rilancia con veemenza: «Bisogna riattivare nell'immediatezza tutti i concorsi già banditi, scaduti o sospesi, per rispetto della legittima aspettativa di coloro che avevano già presentato domanda». Parole che oggi rimbombano come un boomerang, perché tra quei "coloro" c'era proprio lei.
Non contentandosi, il 27 novembre 2025 torna alla carica, illustrando di nuovo l'ordine del giorno e inchiodando il presidente del Consorzio a un impegno solenne: procedere subito, senza dare spazio a nuovi candidati. Un colpo basso per tanti giovani siciliani in cerca di lavoro stabile, esclusi da un colpo di spugna per favorire chi era già dentro – inclusa la firmataria.
Il climax arriva il 28 gennaio 2026, durante una seduta del Consiglio provinciale: il segretario generale invita tutti, Tesauro compreso, a dichiarare formalmente l'assenza di conflitti di interesse. La consigliera provinciale si astiene dal parlare. «Pochi giorni dopo, il 4 febbraio piomba la PEC di rinuncia: ecco svelato il mistero di quell'astensione, un conflitto di interesse lampante che non poteva più negare», rincara Tesauro, con la rabbia di chi ha scoperto il bluff.
Per otto mesi filati, ha taciuto la sua iscrizione al concorso mentre firmava atti a sé favorevoli e interveniva in aula su quel preciso tema. «Un'azione politica intrecciata mani e piedi a un interesse personale, coincidente con la sua partecipazione», denuncia il sindaco, senza pietà.
Il paradosso della trasparenza
Annalisa Petitto presiede la Commissione Trasparenza, ma ha coperto tutto con un velo di opacità. «È oggettivamente paradossale che ricopra quel ruolo, con una condotta che per mesi ha negato la chiarezza che quel compito impone», spara Tesauro. La sua agenda politica? «Vivacità marcata solo sui concorsi, zero iniziative propositive altrove. Ora è chiaro perché: era dentro la procedura lei stessa».
La palla passa ora alle autorità: «La vicenda finirà sotto la lente dell'ANAC per tutte le valutazioni del caso. Non sempre chi grida moralità la vive fino in fondo».
Istituzioni nissene sotto accusa
Questa storia lascia il segno profondo nelle istituzioni di Caltanissetta e provincia, minando la fiducia di cittadini già stanchi di politica opaca. «La critica politica seria si fonda su coerenza, trasparenza, etica. È lì che si misura la credibilità di chi rappresenta i nisseni», conclude Tesauro. «I documenti non mentono: dicono chi ha agito bene e chi è inciampato nel suo conflitto».