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Bagnini, la svolta dell’estate 2026: in torretta soltanto i maggiorenni
Dalla prossima stagione balneare l’assistenza alla balneazione cambia volto: tra sicurezza, formazione e mercato del lavoro, cosa significa davvero lo stop ai minorenni
Dall’estate 2026 sulle postazioni di salvataggio vedremo solo assistenti bagnanti maggiorenni. Una piccola grande rivoluzione che chiude una stagione di proroghe e incertezze e che punta ad alzare l’asticella della sicurezza in mare, nei laghi, nei fiumi e nelle piscine.
La decisione è netta: da giugno 2026 (con la stagione balneare alle porte) l’attività di assistente bagnanti potrà essere svolta solo da chi ha compiuto i 18 anni. La deroga che ha permesso per la sola stagione 2025 l’impiego di minorenni qualificati è cessata il 30 settembre 2025. La sospensione temporanea del requisito di maggiore età era stata introdotta in fase di conversione del cosiddetto decreto Milleproroghe (poi diventato Legge 21 febbraio 2025, n. 15) per evitare scoperture improvvise nelle torrette durante l’estate 2025. La stessa legge ha prorogato, fino al 30 settembre 2025, la validità di una serie di brevetti in scadenza, a condizione del possesso del certificato medico di idoneità non agonistica.
In vista della nuova stagione, il Consiglio dei ministri di dicembre 2025 non ha inserito una nuova proroga della deroga per i minorenni nel successivo provvedimento di fine anno: un passaggio decisivo che ha reso la regola dei 18 anni pienamente operativa per l’estate 2026. Le associazioni di categoria avevano sollecitato un ulteriore rinvio, ma la richiesta non è rientrata nel testo approvato in CdM.
Il MIT ha pubblicato nel dicembre 2025 un riepilogo operativo per gli enti formatori, confermando la cornice: più qualità, più coerenza, meno improvvisazione. La linea è chiara: professionalizzare la figura dell’assistente bagnanti e ridurre la frammentazione del passato, quando criteri e standard variavano sensibilmente tra enti e territori.
Nelle aree a forte turismo balneare però la disponibilità di personale è da anni un tema sensibile. Le imprese del settore stimano che una quota non trascurabile dei turni, specie nei piccoli comuni e sulle spiagge libere, sia stata storicamente garantita da 17enni già brevettati. Con la soglia dei 18 anni, gli operatori temono un calo di arruolamenti e un innalzamento dei costi per postazione (più difficili gli incastri dei turni, più ore di straordinario, necessità di riorganizzare i piani di salvataggio).
Organizzazioni come CNA Balneari e il S.I.B. – Confcommercio hanno segnalato nelle scorse stagioni il rischio di “scoperture” e hanno chiesto rinvii o correttivi. La filiera si muove su oltre 8mila chilometri di coste, con piani di salvataggio comunali e consortili che devono essere coperti puntualmente. La risposta pubblica, tuttavia, è andata in direzione opposta rispetto a nuove proroghe: completare l’implementazione della riforma, affinché – nel medio periodo – qualità della formazione e programmazione dei fabbisogni riducano l’incertezza.