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la denuncia

Buche in strada e incivili nei parcheggi per invalidi, a Palermo la disabilità è una condanna

L'assenza di infrastrutture e la scarsa manutenzione trasformano le strade in uno slalom continuo per chi è costretto su una sedia a rotelle

08 Febbraio 2026, 06:00

Buche in strada e incivili nei parcheggi per invalidi, a Palermo la disabilità è una condanna

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Ogni mattina la signora Pina prende in braccio il suo picciriddu, come lo chiama affettuosamente anche se ha già compiuto quarant’anni, e lo porta giù per una ripida rampa di scale. Ad attenderla in strada c’è il pullmino destinato al trasporto sanitario che accompagna il figlio disabile a fare terapia ma che, in una strada stretta come via Cipressi, non sempre può sostare di fronte al portone. Ed ecco che spingere una sedia a rotelle su una carreggiata attraversata da buche profonde diventa una prova di forza, resistenza ed equilibrio per chi ha la sfortuna di avere un problema fisico che impedisce la deambulazione. A Pina, una donna piuttosto combattiva, la forza non manca ma è stanca di vedere la sua già difficile quotidianità complicarsi ulteriormente per la mancata manutenzione stradale. «L’altro giorno sono inciampata in una buca e pur di evitare la caduta a mio figlio mi sono fatta male io - racconta la donna mostrando un piede gonfio e livido – non sono andata in ospedale perché non so a chi lasciare u picciriddu».

La signora Fortunata, sessantenne con un grave enfisema polmonare e problemi alla colonna vertebrale, abita poco più avanti. Anche lei, collegata a un dispositivo portatile per l’ossigenoterapia, è costretta alla sedia a rotelle e qualche tempo fa è caduta a causa delle buche. Se l’è cavata con un brutto ematoma al viso. «Poteva andarmi peggio – dice – non posso percorrere lunghe distanze ma il medico a casa non viene e sono costretta a uscire. Chiedo al comune di aggiustare la strada, almeno per riuscire a raggiungere le cure». Ad aiutarla è spesso un vicino di casa che testimonia le gravi difficoltà in cui si trovano le persone disabili che vivono nel quartiere: «La strada è piena di fossi, i marciapiedi non ci sono più ed è facile cadere – dice - c’è chi denuncia e chi invece si è rassegnato».

A non avere alcuna intenzione di rassegnarsi è invece la signora Maria Pia, il cui anziano padre può spostarsi solo in carrozzina e spesso neppure con quella: «Persino fare una passeggiata è diventato impossibile – racconta la donna – con queste buche in strada non si può arrivare lontano». Come se non bastasse, il parcheggio riservato ai disabili che ha richiesto per il padre ottantenne davanti il portone di casa è spesso bloccato dalle auto in doppia fila. «Ogni volta che deve uscire per andare a fare la terapia, mi tocca citofonare a tutto il vicinato per capire di chi sia il veicolo – spiega Maria Pia – Parcheggiano di giorno e di notte, forse perché le strisce gialle sono talmente sbiadite che gli automobilisti non le notano». Le chiamate alla polizia municipale non sono mancate, «conosco il numero di telefono a memoria ma non interviene mai nessuno» denuncia la donna. E così, la quotidianità di chi ha già grossi problemi diventa un inferno. «Inciviltà e mancanza di attenzione da parte dell’amministrazione comunale rendono impossibile la vita delle persone disabili e dei familiari che le assistono», commenta la consigliera comunale della Lega Sabrina Figuccia.