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Catania

Sant’Agata, per Carmelo Grasso un bilancio positivo: «Tempi lunghi, ma è stata una Festa sicura»

Nonostante la folla di devoti «solo 250 interventi sanitari, nessuno grave» dice il presidente del Comitato organizzatore

08 Febbraio 2026, 10:22

Sant’Agata, per Carmelo Grasso un bilancio positivo: «Tempi lunghi, ma è stata una Festa sicura»

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Ormai il “giro interno” della Festa di Sant’Agata si svolge più il 6 febbraio che il 5. Basta guardare gli orari: l’uscita del busto reliquiario dalla cattedrale avviene alle 18 circa, mentre il rientro avviene ben oltre mezzogiorno del giorno dopo. Appuntamenti caratteristici, come i fuochi del Borgo, si sono tenuti col sole già alto, e il rientro in cattedrale avvenuto ben oltre le 13. Eppure, nonostante le polemiche, per Carmelo Grasso, presidente del Comitato per i festeggiamenti, il bilancio è più che positivo. E lo afferma dati alla mano: «La Questura ci ha informati di circa un milione di presenze nei 3 giorni della Festa. E in questa massa gli interventi medici, nessuno di grave entità, sono stati solo 250. La sicurezza, il tema che più mi interessa da storico devoto, è stata garantita». Il tema degli orari dilatati però resta. E Grasso sgombra subito il campo da quelle che definisce «fake news», ovvero le «voci di popolo» che attribuiscono i rientri in tarda ora alle scommesse o «all’ultima assurda teoria che ho sentito, cioè che i ritardi siano stati fatti apposta per consentire alle tv di proseguire le dirette a oltranza. Semplicemente: si tarda perché nel cordone c’è molta più gente rispetto al passato».

Grasso spiega quello che a prima vista potrebbe sembrare controintuitivo visto che il fercolo è letteralmente trascinato in strada dalla forza umana dei devoti che «tirano il cordone». Ma con troppe persone «la presa non è stabile, e gli spazi in città sono stretti per passare e manovrare». Insomma: negli ultimi anni, i tempi si sono «mostruosamente dilatati» perché è aumentata la partecipazione attiva, oltre al pubblico. E questo, per Grasso, è solo positivo: «Ho una certa età e vedere un grande numero di giovani elimina una grande mia preoccupazione, ovvero che la tradizione della Festa possa sparire».

Carmelo Grasso, presidente del Comitato per i festeggiamenti di Sant'Agata

A non sparire sono però altre tradizioni poco nobili, come la “tichetta”, ovvero la competizione di fatica tra i portatori delle candelore dei pescivendoli e degli ortofrutticoli tenutasi davanti a migliaia di persone il 3 febbraio. Grasso conferma che verranno presi provvedimenti: «Anche se non ci fossero state scommesse, anche se tutto fosse formalmente non al di fuori del regolamento, resta il problema della sicurezza: un portatore esausto poteva far crollare la candelora addosso alla folla. Lunedì pomeriggio (domani, ndr) è fissata la riunione per andare a deliberare sul caso. Le scelte le prenderanno il sindaco e l’arcivescovo. Faremo anche il debriefing finale della festa. Valuteremo anche al nostro interno le cose da perfezionare e migliorare», conclude.

In questi giorni il nome di un illustre predecessore di Grasso, Luigi Maina, è risuonato più volte proprio per un confronto con quanto avveniva 30 anni fa. A Maina è dedicata da due anni una candelora, presieduta dal cantante Nino Marchi, che così commenta: «Il fatto di non aver eseguito la processione del 4 per il meteo lo sottolineo perché non si è mai stabilito in questi anni cosa si fa in caso di pioggia. Ci vuole un piano b. La soluzione più semplice sarebbe ricoverare i cerei in cattedrale, ma per sicurezza da diversi anni non si può più fare. Il corso Sicilia è l’unico tetto sicuro, perché non abbiamo porte aperte. Questo problema c’è da sempre ed è da risolvere. Grasso fa del suo meglio, ha tutelato la sicurezza. Ma resta l’amarezza, nostra e delle altre candelore, perché non abbiamo fatto una bella figura come città, anche nei giorni della valutazione per la candidatura Unesco. Spero ne parleremo dopo l’Ottava».