l'incidente
“Quel tornante al nono chilometro”: la tragedia dopo lo scontro nella Sp20. La donna coinvolta a gennaio ha perso il bambino
Un urto vicino a Bonagia, il dramma che si consuma settimane dopo, e una strada che da anni colleziona incidenti: ricostruiamo i fatti
L'ospedale di Trapani
La curva arriva all’improvviso. È il tratto della strada provinciale 20, il famigerato “nono chilometro” tra Pizzolungo e Bonagia, dove ogni sterzata chiede prudenza e memoria. In quella piega d’asfalto, la sera del 23 gennaio, una donna di Buseto Palizzolo — in stato di gravidanza — è rimasta coinvolta in un violento impatto. Nella notte appena trascorsa, la notizia che nessuno avrebbe voluto scrivere: ha perso il bambino che portava in grembo. Un destino crudele che non si è consumato nel momento dello scontro, ma è arrivato dopo tempo trasformando un “grave incidente” in un lutto familiare e comunitario.
La dinamica: uno scontro in curva, un’auto che arriva dalla corsia opposta
Secondo quanto ricostruito nelle ore e nei giorni successivi all’incidente, la vettura della donna sarebbe stata urtata e “speronata” da una Mercedes proveniente dal senso opposto, proprio nella piega del nono chilometro, lungo la Sp20 Trapani–Bonagia–Valderice. Le indagini tecniche dovranno fissare con precisione responsabilità e concause: velocità, traiettoria, condizioni del manto stradale, visibilità, eventuali manovre errate o distrazioni.
Una certezza, oggi, è invece la più dolorosa: la donna, che aveva superato il trauma iniziale, ha visto spegnersi quella vita che stava aspettando. Un evento purtroppo non raro dopo incidenti stradali gravi: gli urti ad alta energia possono determinare complicanze che non si manifestano subito e che la medicina tenta di intercettare e contrastare, talvolta inutilmente.
Il tratto “maledetto” e la geografia del rischio: perché il nono chilometro è così pericoloso
La Sp20 è una strada suggestiva e complicata. Non è la prima volta che il “nono chilometro” entra nelle cronache: già nel 2022 un camion, in transito tra Pizzolungo e Bonagia, finì fuori strada dopo aver sfondato il guardrail, in un incidente attribuito allo spostamento del carico in curva; il conducente si salvò per miracolo, mentre la viabilità andò in tilt per ore. Quell’episodio, datato 30 agosto 2022, resta un monito concreto su quanto sia “stretta” la soglia d’errore proprio lì.
Non è l’unico campanello d’allarme proveniente da quel corridoio viario. Nel tempo, tra le frazioni della costa trapanese e i rettilinei verso San Vito Lo Capo, si sono verificati più incidenti con esiti gravi, anche mortali: un mosaico di casi che ha alimentato discussioni pubbliche sulla sicurezza stradale nell’area, dalle curve tra San Cusumano e Pizzolungo ai tratti che immettono verso Valderice e Custonaci. Nelle cronache degli ultimi anni — tra cui un sinistro mortale a Bonagia nel 2020 — emergono diversi tratti ricorrenti: perdita di controllo in curva, sorpassi azzardati, velocità inadeguata al raggio delle pieghe e alle condizioni dell’asfalto.