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l'incidente

La lunga agonia di Pietro Tedesco, morto dopo essere stato investito il 12 gennaio

Un attraversamento di pochi metri in piazza Vittorio Emanuele si è trasformato in una ferita per l’intera città: dalla corsa all’ospedale al decesso al “Sant’Elia” di Caltanissetta

08 Febbraio 2026, 16:46

09 Febbraio 2026, 12:27

Ospedale Sant'Elia di Caltanissetta

Sant'Elia

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In piazza Vittorio Emanuele ad Agrigento, il viavai di auto e di persone si incastra. È in questo contesto che la mattina del 12 gennaio 2026, il passo lento di Pietro Tedesco, 78 anni, si è trovato davanti a una Fiat Panda che sopraggiungeva. In un istante il colpo, l’urlo dei presenti, la corsa dei soccorsi, la diagnosi di un grave trauma cranico. Dopo quasi un mese di ricovero e un progressivo peggioramento, il cuore dell’anziano ha smesso di battere l’8 febbraio 2026, nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta.

La dinamica e i soccorsi: cosa è accaduto quel 12 gennaio

Secondo le prime ricostruzioni, Pietro Tedesco stava attraversando in prossimità della piazza Vittorio Emanuele, a pochi passi dalla Questura e dal palazzo delle Istituzioni cittadine, quando è stato colpito da una Fiat Panda guidata da una donna di 40 anni. L’automobilista si è fermata subito per prestare aiuto, mentre alcuni passanti e le pattuglie di polizia intervenute in zona hanno contribuito a gestire i primi minuti concitati. I sanitari del 118 hanno trasportato l’uomo al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento; le sue condizioni sono apparse da subito gravissime per le lesioni cranio-facciali riportate nell’impatto.

La Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un fascicolo nelle ore immediatamente successive, mentre la Sezione Infortunistica della Polizia locale ha eseguito i rilievi. L’auto è stata posta sotto sequestro e alla conducente è stata ritirata la patente in via cautelativa, come previsto dalle procedure. In questa fase, la donna era stata iscritta nel registro degli indagati per lesioni personali colpose.

Dal “San Giovanni di Dio” al “Sant’Elia”: il percorso clinico

Dopo le prime cure e gli esami di urgenza al “San Giovanni di Dio”, i medici hanno disposto il trasferimento al reparto di Neurochirurgia dell’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta, struttura di riferimento per questo tipo di traumi nel comprensorio. Qui Pietro Tedesco è rimasto ricoverato in condizioni definite critiche, con una prognosi riservata protrattasi nel tempo. Nonostante le terapie e il monitoraggio continuativo, il quadro neurologico si è aggravato progressivamente fino al decesso avvenuto dopo circa quattro settimane dall’investimento.

Le indagini e il quadro legale: dall’ipotesi di lesioni a quella di omicidio stradale

Con la morte di Pietro Tedesco, l’originaria ipotesi di lesioni personali colpose si trasforma, per la conducente quarantenne, nell’ipotesi ben più grave di omicidio stradale (art. 589-bis c.p.). Si tratta di un passaggio giuridico automatico al verificarsi dell’evento morte, che non anticipa in alcun modo l’esito dell’inchiesta: spetterà alla Procura di Agrigento e agli inquirenti stabilire, attraverso perizie e accertamenti, se sussistano profili di colpa nella guida, se l’urto sia stato evitabile e in quale misura la condotta di ciascun attore abbia inciso sull’esito. Le cronache locali segnalano inoltre il sequestro del veicolo e la sospensione della patente della conducente, in attesa degli approfondimenti.