Il progetto
La vita oltre il carcere, storie di riscatto
”Jail to Job” è un’iniziativa di un’associazione palermitana che attraverso il sistema penitenziario vuole anche creare opportunità. In un anno 35 persone hanno trovato lavoro. Un ex detenuto: «Fiducia per il futuro»
Il lavoro come strumento di riscatto per i detenuti e di riconnessione con il tessuto sociale: è da questa visione che prende forma il progetto Jail to Job, un’iniziativa che interpreta il sistema penitenziario non soltanto come luogo di esecuzione della pena, ma come spazio di opportunità, crescita e trasformazione personale.
Promosso dalla cooperativa Rigenerazioni Onlus di Palermo e sostenuto dalla Fondazione San Zeno, il progetto ha già prodotto risultati concreti: a un anno e mezzo dal suo avvio, 35 persone hanno trovato occupazione, di cui 18 soltanto negli ultimi sei mesi. Jail to Job nasce da una collaborazione strutturata tra realtà del terzo settore, tra cui le cooperative L’Arcolaio e Lazzarelle, e numerosi enti istituzionali del sistema penitenziario in Sicilia e Campania.
L’obiettivo è creare un collegamento stabile tra carcere, mondo produttivo e comunità locale, costruendo percorsi di inclusione socio-lavorativa che partono dai bisogni individuali e valorizzano la forza della rete territoriale.
Il progetto si fonda su un approccio sistemico: non si limita a facilitare l’accesso al lavoro, ma punta a promuovere un cambiamento culturale e organizzativo capace di generare benefici duraturi sia per le persone coinvolte sia per il contesto sociale. Le attività si sviluppano lungo tre direttrici principali: servizi specialistici di politica attiva del lavoro, azioni di disseminazione e advocacy e un festival dedicato all’innovazione sociale, pensato come spazio di confronto e crescita condivisa.
Si parte quindi nella definizione di un percorso professionale personalizzato in cui il detenuto viene formato attraverso momenti dedicati all’autoimprenditorialità, sia all’interno degli istituti penitenziari sia all’esterno. Al contempo, si lavora con le aziende del territorio per sensibilizzarle sulle opportunità e sui benefici legati all’assunzione di persone in esecuzione di pena: vengono mappati i fabbisogni produttivi, creati database di imprese e candidati e organizzati degli incontri, i career days, per facilitare l’incontro tra domanda e offerta.
Una delle prime adesioni al progetto è giunta dall’impresa Almeida, che ad oggi ha assunto due persone a tempo indeterminato: «Crediamo molto nel progetto Jail to Job, al quale abbiamo dato piena adesione come associazione di costruttori ma anche individualmente, come imprese - dichiara il presidente di Ance Palermo Giuseppe Puccio - siamo lieti di potere dare il nostro contributo ad un percorso di riabilitazione e reinserimento di chi ha pagato il proprio debito con la giustizia e vuole rifarsi una vita e ci auguriamo che numerose imprese possano seguire il nostro esempio, risolvendo anche il problema della cronica carenza di manodopera nel nostro comparto».
Tra i nuovi dipendenti di Almeida c’è Giuseppe, ex detenuto, che oggi lavora a tempo pieno come elettricista. Il suo percorso è cominciato pochi giorni prima della scarcerazione: «È una opportunità concreta a chi come me ha commesso degli errori durante il corso della vita – spiega – il lavoro è fondamentale per ricominciare: purtroppo esiste ancora una certa emarginazione, ma noi siamo stati accolti a braccia aperte, e questo fa la differenza. Ho iniziato a lavorare pochi giorni prima della scarcerazione, lavoravo in azienda di giorno e poi tornavo in carcere. Ho seguito visite e corsi necessari per l’inserimento e sono stato assunto il 7 gennaio e il 10 sono stato uscito definitivamente, continuando regolarmente a lavorare. Questo percorso mi ha permesso di rimettermi in gioco e di guardare al futuro con fiducia». Un terzo pilastro del progetto è il Social Fest di Napoli, un evento di tre giornate dedicato al dialogo tra operatori, imprese e istituzioni.