14 febbraio 2026 - Aggiornato alle 17:32
×

la sentenza

Clan Santapaola-Ercolano: il "sangue blu" della mafia, ecco le condanne in appello

Alla sbarra, fra gli altri, l'uomo d'onore riservato Ciccio Napoli "u cavadduzzu"

09 Febbraio 2026, 15:53

16:01

Clan Santapaola-Ercolano: Il "sangue blu" della mafia, ecco le condanne in appello

Seguici su

È arrivato il secondo tempo del processo "Sangue Blu". Un'inchiesta, condotta dai carabinieri, che nel settembre di quattro anni fa ha decapitato la famiglia catanese di Cosa Nostra portando in carcere il rappresentante provinciale della famiglia catanese di Cosa Nostra, Ciccio Napoli. L'eletto - dai boss in carcere - aveva preso le redini della cosca Santapaola-Ercolano quasi per obbligo di sangue. Lo dirà anche lui in una lettera confessione che ha inviato alla gup nel corso dell'abbreviato di primo gradoNapoli è un rampollo della famiglia Ferrera - i "cavadduzzu" - e inoltre aveva avuto in passato, come rivelato dal super pentito Santo La Causa, il battesimo mafioso come "uomo d'onore riservato". Ce ne sono pochissimi in tutta l'organizzazione mafiosa. 

Napoli è stato un fantasma: usava poco il telefono, non si presentava mai alle riunioni di mafia. Ma a un certo punto ha cominciato a collaborare con la giustizia Salvatore Scavone, detto "popcorn", che da reggente dei Nizza avrebbe avuto accesso a informazioni delicate sugli assetti mafiosi dei Santapaola-Ercolano. E Scavone ha blindato l'informativa dei carabinieri, che poi ha portato alle condanne dell'abbreviato in primo grado

Oggi è arrivata la sentenza della Corte d'Appello. Che ha, quasi in toto, accolto le richieste del sostituto procuratore generale Nicolò Marino. Francesco Napoli è stato condannato a complessivi 20 anni di reclusione, ma attenzione i giudici d'appello hanno riconosciuto la continuazione con altre sentenze già diventate definitive. 

Su accordo delle parti è stata riformata la pena nei confronti di Francesco Caserta, che è stato condannato a 4 anni  e 18mila euro di multa, e Carmelo Raciti, condannato a 4 anni, 1 mesi e 23 giorni e 2.963,24 euro di multa. A entrambi concesse le attenuanti generiche. 

Invece, ritenuta la continuazione con altre sentenze, la Corte d'Appello ha condannato Carmelo Cristian Fallica a 13 anni e 7.500 euro di multa (complessivi); Francesco Santapaola (colluccio, figlio di Turi il cugino di secondo grado del padrino Nitto) a 1 anno. Il fratello Gabriele Santapaola, invece,  è stato condannato a 8 anni e 8 mesi (assolto da una contestazione). E ancora: Gaetano Sortino 2 anni e 4 mesi e 6.000 euro di multa, Daniele Carmelo Zappalà 5 anni e 2 mesi e 26.000 euro di multa. Confermata la pena nei confronti dell'ex dipendente di Amts, accusato di concorso esterno, Domenico Colombo (8 anni). Le altre condanne confermate sono quelle di Carmelo Bonaventura (8 anni), Massimo Di Salvatore (4 anni), Corrado Muscarà (4 anni), Francesco Platania (8 anni), Gerardo Zammataro (1 anno e 8 mesi). 

Stralciata la posizione di Giuseppe Scaletta: prima della decisione è stato chiesto di esaminare Michele Schillaci, figura importante del clan Santpaola-Ercolano e co-imputato nel processo di primo grado, che è stato citato per il prossimo 17 febbraio. Fra 90 giorni le motivazioni della sentenza emessa dal collegio presieduto da Antonino Fallone.