SPECIE ALIENE
Caravella portoghese avvistata a Favignana: allerta nelle acque siciliane
Un altro esemplare della pericolosa specie tropicale è stato segnalato al largo dell'isola. Ecco cosa sapere e come comportarsi in caso di incontro
Un nuovo avvistamento di Caravella portoghese è stato registrato nelle acque che circondano Favignana. A segnalare la presenza di questo organismo marino, spesso scambiato per una medusa, è stato un residente dell'isola delle Egadi.
Non si tratta del primo caso nel Mar Mediterraneo: negli ultimi anni gli avvistamenti di questa specie tropicale si sono moltiplicati, destando preoccupazione sia per l'ecosistema marino che per la sicurezza dei bagnanti.
Una "falsa" medusa
La Physalia physalis, nome scientifico della Caravella portoghese, non è propriamente una medusa. Si tratta invece di un sifonoforo, ovvero una colonia di organismi specializzati che vivono in simbiosi, funzionando come un unico essere vivente.
Caratteristiche e habitat
Originaria degli oceani Atlantico, Pacifico e Indiano, questa specie vive prevalentemente nelle acque tropicali e subtropicali. Tuttavia, il cambiamento climatico e l'innalzamento delle temperature marine stanno favorendo la sua presenza sempre più frequente nel Mediterraneo.
La Caravella portoghese galleggia esclusivamente in superficie grazie allo pneumatoforo, una sacca trasparente ripiena di gas che ricorda la forma di una vela, da cui deriva il suo nome caratteristico. Priva di organi di locomozione, si sposta trasportata da venti e correnti marine, percorrendo anche 20-30 chilometri al giorno.
La caratteristica più pericolosa sono i tentacoli urticanti, che possono raggiungere lunghezze eccezionali: in alcuni casi record fino a 50 metri.
Un predatore efficace
Carnivora per natura, la Caravella cattura piccoli pesci e plancton attraverso i suoi lunghi tentacoli. Le nematocisti, cellule urticanti microscopiche presenti sui tentacoli, rilasciano oltre 10 tipi diversi di veleno, ciascuno con caratteristiche specifiche capaci di provocare infiammazioni e dolori intensi, spesso letali per la fauna marina.
Attenzione: i tentacoli mantengono la loro pericolosità anche se staccati dal corpo dell'animale, rimanendo tossici per giorni dopo il distacco o la morte dell'esemplare.
Pericolo per l'uomo
In caso di avvistamento è fondamentale mantenere la massima distanza. I tentacoli, essendo completamente sommersi, sono praticamente invisibili e possono estendersi per decine di metri.
Il contatto provoca generalmente forte dolore e lesioni simili a frustate: infiammazioni lunghe e strette che persistono normalmente un paio di giorni, anche se il dolore tende a diminuire dopo circa un'ora.
In casi più rari si possono verificare complicazioni gravi: shock anafilattico, febbre, problemi cardiaci e respiratori. I decessi, pur essendo estremamente rari, rimangono una possibilità.
Cosa fare in caso di puntura
Come primo intervento, gli esperti raccomandano di immergere la parte colpita in acqua salata a 45°C per circa venti minuti. Se il dolore persiste, è necessario rivolgersi a un medico.
Cosa evitare assolutamente
- Non usare acqua dolce, urina, alcol o sabbia: possono far propagare l'effetto urticante delle tossine
- Non strofinare la zona colpita: si rischia di diffondere il veleno su un'area più ampia
- Non rimuovere le nematocisti con le mani nude: utilizzare una pinzetta o guanti
In caso di dolore persistente è possibile assumere ibuprofene o paracetamolo.
La presenza della Caravella portoghese nelle nostre acque rappresenta un segnale dei cambiamenti in corso nel Mediterraneo. Massima attenzione è raccomandata a bagnanti, pescatori e subacquei.
Non è la prima volta
Sebbene non sia comune nel Mediterraneo, non è la prima volta che questo specie viene avvistata nei nostri mari. E' stata avvistata già altre volte al largo di Sicilia, della Sardegna e di Villa San Giovanni (Reggio Calabria). Ma anche in Spagna dove recentemente deicne di esemplari sono stati recuperati in almeno 5 regioni.