14 febbraio 2026 - Aggiornato alle 22:48
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Cronaca

Vittoria, aggredita dipendente comunale: "Necessaria più tutela del personale"

L'episodio si sarebbe verificato nei giorni scorsi ai Servizi cimiteriali

10 Febbraio 2026, 12:52

Palazzo Iacono

Palazzo Iacono è la sede del Comune

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La scorsa settimana, negli uffici dei servizi cimiteriali del Comune di Vittoria, si è verificato un episodio che riporta con forza al centro il tema — mai davvero risolto — della tutela del personale.

Una dipendente sarebbe stata oggetto di un’aggressione verbale da parte di un uomo che pretendeva il rilascio di documenti che, per legge, non potevano essergli consegnati.

Pur senza degenerare in contatto fisico, la discussione avrebbe raggiunto toni tali da provocare nella lavoratrice un forte spavento, culminato in un serio problema cardiaco.

La donna è stata dapprima ricoverata all’ospedale “Guzzardi” di Vittoria e poi trasferita al “Giovanni Paolo II” di Ragusa, dove è tuttora sotto osservazione.

L’accaduto, già di per sé grave, assume ulteriore rilevanza se collocato nel contesto delle ripetute segnalazioni sulla vulnerabilità di quello sportello. Il sindacato Cisal Terziario aveva infatti formalizzato la questione nel dicembre 2024, investendo dello stato di cose lo Spresal e sollecitando interventi tempestivi per garantire condizioni di lavoro sicure. Il successivo sopralluogo degli ispettori aveva confermato la necessità di istituire un front office che separasse l’utenza dagli operatori, così da evitare il contatto diretto e ridurre il rischio di episodi analoghi. In quella sede, al dirigente comunale competente furono concessi sei mesi per mettere in sicurezza gli ambienti.

Tuttavia, a maggio 2025, allo scadere del termine, nulla risultava cambiato: nessuna barriera, nessuna riorganizzazione degli spazi, nessuna misura concreta. Il sindacato presentò quindi un sollecito, rimasto senza riscontro.

La medesima situazione si è ripetuta a dicembre scorso, con un nuovo richiamo formale e, ancora una volta, nessun intervento.

Dopo l’aggressione verbale e il ricovero della dipendente, la vicenda si fa ancor più delicata. I familiari della donna si sono rivolti a uno studio legale per valutare eventuali responsabilità e tutelarne i diritti, mentre tra i colleghi cresce l’inquietudine per un ambiente di lavoro percepito come sempre più esposto e privo di adeguate protezioni.

Non si tratta dunque di un caso isolato, ma dell’inevitabile epilogo di una criticità nota da tempo e mai affrontata con la necessaria tempestività.

E ripropone una domanda che, alla luce di quanto accaduto, non può più essere rinviata: quanto dovranno ancora attendere i lavoratori dei servizi cimiteriali per operare in condizioni di reale sicurezza?