cronaca
Agira, il colpo che non c’è stato: fucile puntato, barista ferito, ladri in fuga e una telefonata che ha risolto il caso
Una tentata rapina in un bar‑tabacchi si trasforma in una corsa contro il tempo: il provvidenziale allarme di un cittadino che consente l’intervento immediato della Polizia
Una tentata rapina in un bar‑tabacchi la sera del 1° febbraio ad Agira si trasforma in una corsa contro il tempo: due giovani travisati, un fucile a canne mozze, un banconista ferito e il provvidenziale allarme di un cittadino che consente l’intervento immediato della Polizia di Stato.
Poco dopo le 21:00 di domenica 1° febbraio 2026, la porta del bar‑tabacchi di Agira si è spalancata di colpo. Due figure con il volto nascosto, passi rapidi, il metallo scuro di un fucile a canne mozze a tagliare l’aria. “L’incasso, subito.” Pochi minuti di concitazione bastano a cambiare i destini: il banconista colpito, clienti terrorizzati, e poi la fuga. Ma fuori, in strada, qualcuno non rimane a guardare: una segnalazione immediata alle forze dell’ordine attiva il dispositivo di sicurezza. Inizia così un inseguimento che durerà il tempo di una sirena, fino al fermo di due giovani — uno maggiorenne, l’altro minorenne — e al sequestro di un’arma e di un’auto risultate rubate. Un colpo sventato, stavolta, per qualche secondo di coraggio civile e per la risposta rapidissima dei poliziotti del Commissariato di Leonforte.
Cosa è successo
La sera di domenica 1° febbraio 2026, due giovani, con il volto travisato, entrano in un bar‑tabacchi di Agira armati di fucile a canne mozze. Minacciano il titolare intimandogli di consegnare l’incasso. Nel trambusto, un banconista viene colpito e riportato ferite giudicate non gravi, ma tali da richiedere il trasporto in ospedale per accertamenti. I due tentano quindi la fuga a bordo di un’auto che, in seguito alle verifiche, risulterà rubata. L’allerta, però, è già partita: una segnalazione tempestiva indirizza pattuglie e investigatori verso gli autori. Pochi minuti dopo, gli agenti del Commissariato di Leonforte li rintracciano e li bloccano.
Secondo le prime ricostruzioni, il fucile e il veicolo impiegati per il colpo risultano entrambi provento di furto: un dettaglio investigativo che aggrava il quadro delle possibili contestazioni.
Determinante, in questa storia, è una telefonata. Un cittadino presente nell’area — secondo quanto riferito — dà l'allarme che consente alla Polizia di orientare l’intervento in tempo reale.
Il racconto delle ore successive porta a due fermi. A coordinare i passaggi ci sono la Procura di Enna per il maggiorenne e la Procura per i minorenni di Caltanissetta per il giovane non ancora diciottenne. Le ipotesi di reato comprendono la tentata rapina aggravata e la ricettazione sia dell’arma da fuoco sia del veicolo.