demolizioni
Ruspe pronte ma ferme, Palazzo Zanca rassicura: "Area portuale liberata entro giugno"
Intoppi burocratici rallentano l'abbattimento degli ex silos e della ex Casa del Portuale, ma dal Comune spiegano: appalto affidato, entro giugno area liberata per un parco urbano con terrazza sullo Stretto
È passato più di un mese dalla consegna del cantiere per le demolizioni nell’area della stazione marittima. Ma ancora nessun intervento è stato avviato. Intoppi burocratici avrebbero fatto slittare le attese operazioni per l’abbattimento degli ex Silos Granai e del palazzo della ex Casa del Portuale.
L’appalto, gara aggiudicata per un milione 819mila euro, è stato assegnato al Consorzio stabile Appaltitalia. Da Palazzo Zanca arrivano, però, le rassicurazioni del direttore generale, Salvo Puccio. «Nessun intoppo all’inizio dei lavori - afferma - contiamo di chiudere in breve tempo tutti gli aspetti burocratici e amministrativi. Tra qualche giorno i mezzi dell’impresa potranno entrare in azione».
Il direttore generale esclude categoricamente che i ritardi possano incidere sulla tabella di marcia: «Entro giugno tutta l’area sarà liberata e bonificata».
Dal momento in cui saranno azionate le ruspe, Appaltitalia avrà a disposizione tre mesi per completare i lavori. La città attende un intervento che è, comunque, destinato a cambiare il volto di quella porzione di territorio, a ridosso del porto, occupata da strutture abbandonate, completando gli interventi già eseguiti con la demolizione degli ex Magazzini generali e del mercato ittico. 40mila metri cubi sui quali si svilupperà un nuovo progetto: un parco urbano con terrazza panoramica sullo Stretto.
Nelle scorse settimane il Comune, in stretta collaborazione con l’Agenzia per il Demanio, ha avviato il confronto finalizzato a definire le prossime mosse. Accantonata l’idea dell’I-Hub tecnologico, che dovrebbe sorgere alle ex officine Gazzi, l’Amministrazione Basile ha fornito un nuovo indirizzo sull’utilizzo dell’area.
L’obiettivo è uno solo: la rigenerazione urbana di un contesto fortemente degradato. La zona oggetto dell’intervento sarà da considerare in continuità con gli spazi della Dogana, che Palazzo Zanca ha già ottenuto in concessione, e la futura isola pedonale che, attraverso la parte bassa di viale San Martino, creerà un collegamento diretto con piazza Cairoli.
Una «cerniera urbanistica» tra il porto e il centro. Il futuro dell’area sarà tema dell’imminente campagna elettorale. L’Amministrazione uscente è pronta a difendere le scelte fatte. Tuttavia, per vedere i risultati ci vorrà ancora tempo.