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Il caso

Monreale, e luce sia: due euro al minuto e via vai nel duomo per godersi i mosaici

Fedeli e visitatori sono costretti a fare avanti e indietro nella navata per non restare al buio. Il parroco: «Interverremo»

11 Febbraio 2026, 06:30

Monreale, e luce sia: due euro al minuto e via vai nel duomo per godersi i mosaici

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Dovrebbe essere un’esperienza che avvicina all’assoluto, e invece rischia di allontanarlo minuto dopo minuto, a forza di tornare indietro, giù per la navata centrale. Visitare il Duomo di Monreale, uno dei luoghi sacri e artistici più straordinari al mondo, si trasforma, per non restare al buio, infatti in una prova di pazienza, monete e cronometro, più simile a un flipper che a un momento di contemplazione.

Chi arriva nella cittadina normanna, scopre innanzitutto che - secondo quanto indicato sul sito ufficiale - la cattedrale è visitabile solo in alcune fasce orarie e, nei mesi invernali, prevalentemente nel pomeriggio. Un dettaglio non da poco, considerando che d’inverno il buio arriva presto e che, una volta varcata la soglia, il fedele o il turista si trova immerso in una penombra quasi totale. Il paradosso è tutto qui: per ammirare i celebri mosaici dorati bisogna accendere la luce a pagamento. Due euro inseriti in una macchinetta attivano l’illuminazione per sessanta secondi esatti. Un minuto. E il tempo non è cumulabile: niente cinque minuti per dieci euro, niente contemplazione prolungata. Allo scadere del minuto, tutto torna al buio e bisogna ripercorrere la navata per inserire un’altra moneta.

Eppure il Duomo non è una cappella di passaggio. È un colosso di pietra e fede, lungo circa 102 metri, con oltre 6 mila metri quadrati di mosaici che raccontano la Bibbia come un libro illustrato d’oro. Un patrimonio universale che chiede silenzio, tempo, sguardi lenti. Non certo una visita a scatti, scandita dal ticchettio invisibile di un conto alla rovescia.

«Da tempo non andavo a Monreale - racconta la palermitana Stefania - sono venuti a trovarci dei parenti argentini e hanno espresso il desiderio di visitare il Duomo. Li abbiamo accompagnati, ma più che ammirare la bellezza abbiamo imprecato. Questo non è modo. Preferirei pagare un biglietto d’ingresso piuttosto che questo supplizio».

Il racconto si fa surreale quando Stefania ricorda l’ultima scena prima di uscire: «Un gruppo di inglesi è entrato con una guida turistica. Erano studiosi provenienti da Cambridge, venuti apposta. La guida era piazzata accanto alla macchinetta con un sacchettino contenente 50 euro in monete da due euro e, allo scadere di ogni minuto, infilava un’altra moneta. Una corsa contro il tempo, ma anche contro il buon senso».

Al rientro a casa, Stefania decide di fare qualcosa e chiama padre Nicola Gaglio, parroco della Cattedrale di Santa Maria Nuova di Monreale. «Ho trovato il numero sul sito della diocesi e ho chiamato – continua –. Mi ha detto che avrebbe parlato in diocesi e che sarebbe intervenuto». «Ci è stato segnalato e stiamo cercando di risolvere», spiega Enrico Geloso, impiegato che si occupa della gestione del sito. «Probabilmente daremo più tempo sempre con due euro. È un luogo di culto e non vogliamo introdurre un biglietto d’ingresso».