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La polemica

L’Astoria... continua: in corsa per l'affitto al Massimo ma è polemica

La società proprietaria risponde all'avviso della Fondazione, le offerte ammesse sono in tutto due

11 Febbraio 2026, 07:00

L’Astoria... continua: in corsa per l'affitto Massimo per la nuova sala prove ma è polemica

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C’è l’ex cinema Astoria, che il Comune voleva e poteva comprare per metterlo al servizio del Teatro Massimo come sala prove e auditorium, dentro le buste della manifestazione di interesse, scopo locazione, della Fondazione. L’altra opzione delle tre pervenute - una è stata dichiarata non conforme al bando e pertanto inammissibile - riguarda un immobile in via Corradino di Svevia alla Zisa, nel portafoglio di Idrogedil srl, che ha mandato pec e documenti il 16 gennaio. Dopo un giro largo oltre due anni, fatto di interlocuzioni del sindaco per l’acquisto, tentativi di emendare il piano delle alienazioni e infine avvisi naufragati e valutazioni del Patrimonio, l’Astoria è in piena corsa per andare in affitto. Sì, al Comune. E sì, per il Teatro Massimo.

L’epilogo non è ancora ufficialmente scritto, ma in molti non le mandano già a dire: Giulia Argiroffi e Ugo Forello di Oso parlano per esempio di «esito scontato se non prevedibile». Le buste, in risposta all’ultimo avviso per manifestazioni di interesse, prorogato al 26 gennaio, svelano le tre offerte: la prima in ordine di tempo (15 gennaio) è appunto quella di LAstoria srl, così battezzata dopo la trasformazione, il 9 gennaio, della società semplice Astoria in srl, e che ha come soci Neaimmobiliare srl che fa capo a Dario Mirri, la Lim srl con amministratore unico Giuseppe Angilella, e la Educam srl di Giusi Nicastri. Il capitale sociale è di 46mila 500 euro, equamente conferito per 15mila 500 euro ciascuno, a fronte di un patrimonio poco sopra il milione e 900mila euro. La società ha rilevato l’Astoria dai precedenti proprietari per una cifra vicina al milione. Contestuale al cambio in srl, il trasloco della sede da Torino a Palermo.

Angilella firma l’offerta in qualità di legale rappresentate pro tempore, fugando implicitamente i dubbi sulla formula, che nell’avviso era aperta a ipotesi di “rent to buy”, cioè imputazione dei canoni all’eventuale riscatto futuro. Nel “form” è infatti barrata la casella riferita alla locazione schietta. La terza offerta, esclusa, è siglata il 21 gennaio dall’Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra, per un uso non continuativo e non in linea con i desiderata del bando.

Il Comune ci aveva provato, eccome, a prendersi l’Astoria, secondo un preciso indirizzo del sindaco, espresso fin dal 2023. Nel 2024, l’allora capo area del Patrimonio Carmela Agnello aveva anche indicato le somme, appostando 4,2 milioni di euro per Golden e Astoria, poi diventati 8 in sede di bilancio di previsione. Ci si provò pure con un emendamento al piano delle alienazioni, che cozzava però con il Piano di riequilibrio.

Dura la posizione di Argiroffi e Forello: «Da due anni e mezzo - dichiarano - i fatti parlano chiaro: questa vicenda non nasce per tutelare l’interesse pubblico, ma per piegarlo a interessi privati ben precisi, abilmente mascherati da bene comune. Ogni strada è stata battuta, ogni forzatura tentata, pur di garantire un vantaggio al privato. Siamo all’ultimo atto di una operazione che trasformerà un acquisto privato in un affare da oltre un milione di euro, finanziato di fatto con risorse pubbliche».

Dalla Fondazione Teatro Massimo, l’assicurazione che «la road map per la scelta del contraente sarà resa nota a breve».