Il nuovo corso
Acqua potabile e percorsi naturalistici, rinasce l’Oreto
Le acque torneranno a entrare nel circuito della distribuzione idrica di Palermo dopo oltre vent’anni. Le analisi batteriologiche dell’Asp hanno confermato l’esito positivo che Amap attendeva
Le acque del fiume Oreto torneranno a entrare nel circuito della distribuzione idrica di Palermo dopo oltre vent'anni. Le analisi batteriologiche dell'Asp competente hanno confermato l'esito positivo che Amap attendeva dopo mesi di valutazioni e test di laboratorio interni, aprendo una nuova fase per l'approvvigionamento idrico della città e per la riqualificazione ambientale dell'intero bacino fluviale.
La portata garantita immessa in rete già dai prossimi giorni sarà di 100 litri al secondo, ma in particolari condizioni favorevoli si potrà disporre anche di 200 litri al secondo. «Un risultato di cui dobbiamo andare fieri – ha sottolineato il sindaco Roberto Lagalla – e che premia la qualità del progetto di Amap, capace di creare le condizioni opportune per restituire a Palermo questa risorsa in un periodo di emergenza idrica».
L'opera è stata resa possibile dal completamento dei nuovi filtri a carbone attivo dell'impianto di potabilizzazione "Gabriele", finanziati dalla Cabina di Regia regionale. Secondo Giovanni Sciortino, amministratore unico di Amap, si tratta di «una svolta epocale nell'attuale sistema di approvvigionamento idrico di Palermo». Sono inoltre stati affidati i lavori per l'installazione di un modulo compatto di ultrafiltrazione dei reflui della frazione di Pioppo, che eliminerà lo sversamento dei reflui nel fiume e consentirà in futuro di incrementare la portata prelevata fino a 250-300 litri al secondo.
Il progetto rientra nel piano strategico di Amap avviato negli ultimi 15 mesi per ridurre la dipendenza dai tradizionali bacini di approvvigionamento – Poma, Scanzano, Presidiana e Piana degli Albanesi – le cui disponibilità sono state messe a dura prova da una siccità persistente da oltre due anni. Per fronteggiare l'emergenza idrica, inoltre, sono stati messi in funzione una serie di pozzi che assicurano una portata complessiva di circa 250 litri al secondo.
Ma l'Oreto non torna alla ribalta solo come fonte d'acqua: il fiume è al centro di un processo di rigenerazione ambientale che punta a trasformare la sua valle in uno spazio naturale fruibile. Recentemente il Consiglio comunale di Palermo ha approvato la variante urbanistica per il Parco urbano del fiume Oreto, dando il via a un investimento di oltre 5 milioni di euro destinato alla bonifica, alla messa in sicurezza delle aree e alla valorizzazione paesaggistica del tratto fluviale.
Il nuovo progetto comprende la creazione di un Sentiero Natura della Valle dell'Oreto, che sarà attrezzato con pannelli informativi, percorsi dedicati e misure di tutela dell'ambiente, con l'obiettivo di restituire dignità e valore a uno dei polmoni verdi della città che da anni attende interventi concreti di rigenerazione.
Questa iniziativa è stata accolta con favore dagli amministratori e dalle associazioni ambientaliste. La variante urbanistica approvata prevede anche la rimozione delle discariche abusive, l'eliminazione della vegetazione infestante, la piantumazione di specie autoctone e opere di mitigazione dei rischi idrogeologici, fondamentali per garantire la fruibilità dell'area.
Parallelamente, gruppi di cittadini e operatori del settore hanno promosso escursioni naturalistiche alla scoperta del fiume, come quella organizzata ad Altofonte, che porta lungo il medio corso dell'Oreto tra cascatelle, piscine d'acqua dolce e sentieri immersi nella natura.