l'inchiesta
Un altro scandalo per Papania: "cerchio magico" prometteva lavori in cambio di voti, udienza a Marsala il 18 marzo
Malaffare e posti in cambio di voti: l'inchiesta ruota attorno all'ex senatore e alla crescita esponenziale del movimento Via
Un ulteriore troncone dell’indagine della Guardia di Finanza su malaffare, politica e corruzione, su politici pronti a cambiare bandiera per un posto di lavoro, approda il prossimo 18 marzo dinanzi al gup del Tribunale di Marsala, dopo la richiesta di rinvio a giudizio firmata dai pm della procura Sebastiani e Varanzi.
L’inchiesta è quella che ruota attorno a Nino Papania, ex senatore alcamese del Pd e poi fondatore del movimento Via, aderente all’area del movimento Mpa. Accusa corruzione per Pino Ferrantelli, 78 anni, uno dei big della politica marsalese, in passato assessore alla Provincia e poi presidente del Consiglio comunale lilibetano, Michele Maurizio Accardi, 59, Vanessa Titone, 52, tutti consiglieri comunali aderenti al centrodestra marsalese. Sara Accardi, 36, figlia di Michele Maurizio, Antonio Giancana, 26, consigliere comunale a Castelvetrano, e Vincenzo Monteleone, 67, ex presidente del Consiglio comunale di Custonaci.
I fatti contestati. Il movimento Via cresciuto di adesioni nei Consigli comunali - secondo la procura - con “patti” corruttivi delineati, sfruttando le influenze politiche dell’ex senatore Papania, capace secondo le accuse di gestire posti e assunzioni sfruttando i corridoi della formazione professionale e i servizi sociali. Nei capi di imputazione si evidenziano, l’adesione del consigliere comunale Michele Accardi in cambio dell’assunzione della figlia, Sara, presso una Ipab di Santa Ninfa. E a seguire, l’assunzione di un nipote di Ferrantelli, Antonio Licari, presso un ente di formazione, a Vanessa Titone si sarebbe garantito l’impiego del figlio come docente presso il Cesifop, formazione professionale, stessa cosa per Gianni Monteleone figlio del consigliere comunale di Custonaci, Vincenzo o ancora per il castelvetranese Antonio Giancana, in questo caso il posto è stato riservato direttamente a lui.
Tra “lobby di potere” e “cerchio magico”, il nome di Papania emerge dall’indagine, divisa in due tronconi tra Trapani (dove è ferma dinanzi al gup) e a Marsala (processo in corso), come capace di inquinare la vita politica locale, giungendo a mettere le mani su risorse destinate alla formazione professionale. Un procedimento, che ha chiamato in causa anche la Procura europea per le ipotesi di truffa ai danni dell’Ue. Legata all’indagine anche ingenti sequestri patrimoniali.