Il delitto
Garlasco, nuovi colpi di scena: ecco cos'è stato trovato vicino alla villetta di Chiara Poggi
Dal cumulo di vestiti nel canale agli accertamenti del Ris: esami 2007 inconcludenti, ultime analisi trovano dna di Alberto Stasi e di Chiara Poggi
Nei giorni immediatamente successivi al 13 agosto 2007 carabinieri e tecnici passarono al setaccio ogni centimetro intorno alla villetta di Garlasco. L’obiettivo era individuare qualsiasi elemento utile all’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. All’epoca non era chiaro cosa, in concreto, si stesse cercando; la priorità di inquirenti e investigatori era però arrivare al più presto all’assassino. Sette anni più tardi, Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva.
Ma che cosa fu effettivamente rinvenuto e analizzato nei pressi dell’abitazione? A far scattare particolari sospetti fu un cumulo di vestiti trovato il 24 agosto 2007 e sequestrato il giorno seguente in un canale lungo la strada del Cucù, tra Villanova d’Ardenghi e Zinasco, a pochi chilometri da Garlasco. C’era un po’ di tutto: scarpe, canottiere, pantaloni e un sacchetto di plastica. A insospettire furono soprattutto i capi imbrattati, per lo più di terriccio.
Potevano essere collegati a quanto accaduto nella villetta pochi giorni prima? Si trattava forse dell’abbigliamento dell’autore del delitto? Secondo la relazione del Ris del 2007, gli oggetti recuperati erano: un “paio di jeans, di colore nero, tg. 36, sporchi di terriccio e di tracce di varia natura”; un “paio di pantaloni in panno di colore nero, sporchi di tracce di varia natura”; un “paio di pantaloni marca ‘Marlboro’, di colore beige, sporchi di tracce di varia natura alcune delle quali di colore rosso bruno”; un “sacco in cellophane variamente sporco di terriccio, apparentemente privo di tracce di interesse analitico”; due “canottiere sporche di terriccio e di tracce di varia natura. La canottiera classificata F presenta una traccia di colore rossastro”; e un “paio di scarpe di colore marrone, recanti varie tracce brunastre di dubbia natura”.
Tutti questi reperti furono esaminati, ma senza esiti significativi. Non è stato mai chiarito chi avesse abbandonato quell’abbigliamento: la conclusione del Ris fu che non si trattava dei capi dell’assassino di Chiara Poggi.
Per completezza, gli specialisti effettuarono anche tamponi salivari su chi aveva segnalato il materiale nel canale, ma questo filone investigativo non condusse ad alcun risultato. Nelle conclusioni, i carabinieri scrissero: “Dagli indumenti rinvenuti nel canale non è stato ottenuto alcun profilo genotipico utile e tantomeno è stata evidenziata alcuna traccia ematica”.
Oltre a ciò, nelle aree circostanti l’abitazione venne individuato e repertato un guanto in lattice, rinvenuto su un ramo “nei pressi della porta metallica del muro di recinzione delle pertinenze dell’abitazione della famiglia Poggi” e “acquisito da personale di questo Reparto in data 17 agosto 2007”. Gli accertamenti anche in questo caso diedero esito negativo. Come annotato nella relazione: “È stato comunque effettuato un prelievo dal solo lato esterno in quanto non è stato possibile rovesciare il guanto”.
In sostanza, nel 2007 ogni singolo reperto fu esaminato e tracciato nella relazione del Ris. Nei mesi scorsi sono stati infine analizzati anche i rifiuti presenti nella villetta il 13 agosto 2007, sequestrati un anno più tardi: erano gli unici materiali ancora non sottoposti a verifica. Le analisi più recenti hanno rilevato tracce di DNA di Alberto Stasi e di Chiara Poggi, senza alcun riscontro riconducibile all’attuale indagato Andrea Sempio.