Danni per il maltempo
Dopo il ciclone Harry: molo di Schisò sotto esame, imprenditori in allarme
Ispezioni parzialmente rassicuranti, ma ritardi nei lavori e fondi da riprogrammare mettono a rischio le crociere
Prime indagini sulla situazione dei fondali del molo di Schisò, di recente, rovinato dalla furia devastante del ciclone Harry. Sulla base di quanto appurato da parte di un sub che ha lavorato in stretta collaborazione con la Locamare, diretta dal comandante, Leonardo Foti, la situazione della stabilità della parte più a terra della struttura portuale non sarebbe disastrosa.
Urgono, però, nuovi sopralluoghi per avere ulteriore certezza della stabilità della struttura marina.
La preoccupazione è, però, alle stelle nel mondo imprenditoriale locale perché, ad esempio, non sono ancora partite le opere di ripristino del punto di approdo delle crociere. Un intervento questo fondamentale perché, altrimenti, gli ospiti delle lussuose navi che attraversano il Mediterraneo, dovrebbero essere indirizzati verso altri attracchi siciliani in una stagione di arrivi che si annuncia prossima.
Un'eventualità questa che non deve andare a buon fine se si vuole mantenere un flusso di visitatori nel comprensorio turistico che vengono considerati assolutamente importanti.
Ma arrivano anche altre proposte per fare in modo che il molo possa essere, maggiormente, funzionale. "Si dovrebbe - dice ad esempio, Alfredo Scalia, storico gestore di uno dei pontili galleggianti - realizzare una struttura ad 'elle' nella parte terminale del complesso portuale. Questo per renderlo più sicuro, ad esempio, in caso di violente mareggiate".
Intanto si vuole fare in modo che possa essere aperta una parte del molo, attualmente interdetto alla navigazione, quello più vicino alla terra ferma. Questo per agevolare l'attività dei barcaioli deiille imbarcazioni ad indirizzo turistico e il lavoro dei pochi pescatori rimasti. Un'eventualità possibile se vi saranno le condizioni di sicurezza per l'utilizzo del molo.
Per quanto riguarda la parte più colpita dai marosi, potrebbe essere adoperato un fondo da 4 milioni 200 mila Euro. Un intervento questo che puntava, più che altro, ad un maquillage dell'area allo scopo di renderlo maggiormente fruibile all'utenza. Adesso quel finanziamento milionario dovrà essere spesi, invece, sulla funzionalità dell'aspetto più marinaro del molo la cui area attende da tempo anche un intervento di dragaggio.