13 febbraio 2026 - Aggiornato alle 18:32
×

Mascalucia

Quando l’inciviltà non ha confini: rifiuti gettati nei giardini privati

Escalation di "lanciatori di sacchetti" che assedia i residenti di via Monteverde che chiedono maggiori controlli

12 Febbraio 2026, 07:10

Quando l’inciviltà non ha confini: rifiuti gettati nei giardini privati

Seguici su

C’è un confine sottile, fatto di muretti in pietra lavica e recinzioni, che dovrebbe separare lo spazio pubblico dalla proprietà privata. Ma a Mascalucia, in quel lembo di terra che segna il confine con San Pietro Clarenza, quel confine è stato abbattuto dalla maleducazione. La denuncia che arriva dai residenti di via Monteverde non è solo l’ennesimo grido d’allarme per il decoro urbano, ma il segnale di una deriva civica che sembra non conoscere più freni.

Il cuore del problema è lo spiazzale che funge da cerniera tra via Cristoforo Colombo, sotto la giurisdizione di San Pietro Clarenza, e via Monteverde, nel territorio di Mascalucia. Quello che dovrebbe essere un punto di snodo e di respiro per il quartiere si è trasformato in una zona franca. Se per anni i cittadini si sono scontrati con la vista di sacchetti neri e ingombranti abbandonati lungo i marciapiedi - una "abitudine" amara a cui nessuno vorrebbe rassegnarsi - oggi la situazione ha subito un’escalation preoccupante. Gli incivili non si limitano più a scaricare i propri scarti sulla sede stradale: ora i rifiuti vengono lanciati con sprezzo del ridicolo oltre le recinzioni, finendo direttamente nei terreni di proprietà privata.

L’invasione dei terreni privati non è solo un problema estetico, ma un vero e proprio incubo burocratico per i proprietari. Secondo le normative vigenti, la rimozione dei rifiuti all'interno di un'area privata spetta spesso al proprietario stesso, anche se vittima del reato. L’accumulo di rifiuti nei terreni privati, spesso caratterizzati da sterpaglie e vegetazione secca, rappresenta una bomba a orologeria. Con l’avvicinarsi delle stagioni più calde, la commistione tra plastica, vetro e residui secchi trasforma questi lotti in potenziali inneschi per incendi difficili da domare.

A questo si aggiunge l’emergenza sanitaria: i cumuli diventano rifugio per ratti e parassiti, a pochi metri dai giardini dove giocano i bambini e dai balconi delle abitazioni. La retorica della sensibilizzazione sembra ormai aver fallito il suo obiettivo di fronte a chi, deliberatamente, sceglie di violare lo spazio altrui.