L'inchiesta
Cimitero, la Scientifica dell'Arma torna nell’Ossario
Aci Catena. Nuovi rilievi degli esperti dei carabinieri Sis alla presenza della sostituta procuratrice Alessandra Russo Sotto la lente la fossa comune con trenta teschi non classificati: si indaga su possibili sepolture illegali
Avviati nuovi accertamenti esplorativi nell’Ossario del cimitero di Aci Catena, eseguiti dagli esperti della Sezione investigativa scientifica dei carabinieri di Catania. Il camposanto è al centro di un’articolata inchiesta sul presunto scempio nella gestione amministrativa e sanitaria, portata alla luce dalle indagini dei carabinieri di Acireale, coordinati dalla Procura di Catania.
La fossa comune è stata esaminata dagli uomini della Sis, supportati dai nuclei specializzati dei vigili del fuoco, che hanno effettuato i prelievi di materiale organico e resti umani accatastati all’interno del sepolcro, da cui sarebbero emerse presenze anomale di una trentina di teschi ed altri resti umani, non classificati. Alle operazioni è intervenuta anche la sostituta procuratrice, Alessandra Russo, titolare di uno dei filoni dell’inchiesta sul cimitero, che ha effettuato un giro ispettivo recandosi nel cappellone centrale, la discarica illegale in cui sono venuti alla luce, bare, casse in zinco, paramenti funebri e ossa umane, sepolti tra materiale di risulta e nel colombario, di recente edificazione, nel quale sono stati riscontrati sversamenti di liquidi dai loculi. Siti finiti sotto sequestro e oggetto di approfondite indagini della magistratura su eventuali responsabilità tra coloro che hanno avuto un ruolo nella gestione istituzionale del cimitero.
Prelevati diversi reperti dall’Ossario, toccherà alle analisi di laboratorio ricostruire possibili contraddizioni sulle corrette pratiche di estumazioni e trasferimento dei resti umani nella fossa comune. Dell’Ossario si sono smarriti i registri e molte delle ossa rinvenute non erano custodite in cassette di legno con l’anagrafe delle sepolture. L’inchiesta chiarirà, inoltre, attraverso l’analisi del Dna, se tra i resti accatastati nel sepolcro comune siano finiti casi irrisolti di lupara bianca. I Sis, agli ordini dei comandanti di reparto, Giovanni Marcì ed Enrico Augugliaro, hanno repertato ossa e teschi, prelevando molecole contenenti fondamentali istruzioni genetiche, allo scopo di ricostruire l’identità di possibili seppellimenti non registrati, comparando i rilievi con il data base dell’Arma, contenente i dati delle caratteristiche ereditarie delle persone scomparse e mai ritrovate.
Dalle nuove e approfondite indagini disposte dalla sostituta procuratrice, Russo, non è trapelato nulla. Sulla vicenda vige il massimo riserbo investigativo.