La città che verrà
Messina, il Ponte sullo Stretto entra nel Piano Urbanistico Generale
La Giunta ha approvato le linee guida. L’assessore Mondello: «L’opera non può non essere presa in considerazione»
Plastico del Ponte sullo Stretto
Azzeramento di nuove volumetrie, rigenerazione urbana con riqualificazione dell’esistente e un’attenzione particolare a tutti quegli strumenti come il Pums o il Pgtu propedeutici a connotare il territorio di elementi strutturali. Senza dimenticare le opere complementari al Ponte che, di fatto, ridisegneranno l’assetto della città. Sono le direttive fornite dall’amministrazione Basile per la redazione del Pug, Piano urbanistico generale inserite in un atto di indirizzo approvato dalla giunta.
«Si tratta – spiega il vicesindaco Salvatore Mondello – di un atto importantissimo che va a superare uno stallo che si è configurato con il varo della legge legata alla realizzazione del ponte sullo Stretto».
Il piano regolatore della città era, infatti, rimasto appeso in questi anni. Con la giunta Accorinti si era iniziato un percorso. Poi una fase preliminare all’insediamento della giunta De Luca. Poi, nel 2019, la Regione Sicilia ha varato la nuova legge urbanistica che prevede la redazione del piano urbanistico generale, mutando in maniera significativa quello che era l'assetto della redazione dei vecchi piani regolatori. «In una prima fase - spiega Mondello - avevamo completato tutti gli studi propedeutici nonché la parte preliminare del piano regolatore. L’irrompere però della legge nazionale sul ponte ci ha imposto uno stop, necessario per capire quale potesse essere l'assetto generale con la realizzazione di un’opera che sicuramente ha delle influenze importantissime sulla pianificazione generale».
L'atto di indirizzo suggella quelli che saranno i criteri della prossima fase del piano che prevede la redazione dello schema preliminare che costituirà il primo step per poter redigere quello che di fatto è un importantissimo strumento di governo del territorio.
«La novità sostanziale – spiega il vicesindaco - riguarda proprio la chiave di lettura della realizzazione del ponte e delle opere connesse. Il vecchio piano regolatore, implementato su direttive generali fatte da altre amministrazioni non prevedeva infatti la presenza del ponte. Oggi con una legge nazionale che ne definisce la realizzazione, l’opera non può più non essere presa in considerazione, specie per la portata di tutte quelle opere complementari che avranno una ricaduta importantissima sulla città». Tra i punti cruciali dell’atto votato dalla giunta la salvaguardia del paesaggio e degli ecosistemi lacustri, marini e collinari, la riqualificazione e il consolidamento della città novecentesca del Piano Borzì, la valorizzazione e ripopolazione dei villaggi storici, la centralità del ruolo e della sinergia dei due porti.