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Cronaca

Comiso e l'inchiesta sulla ditta di trasporti sequestrata, ecco cosa dicono le carte

L'udienza per la trattazione del procedimento è fissata per il 25 febbraio

11 Febbraio 2026, 21:59

Comiso e l'inchiesta sulla ditta di trasporti sequestrata, ecco cosa dicono le carte

Gli agenti della Dia di Catania e della Questura di Ragusa durante un sopralluogo alla Smart Transport

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Un nuovo tassello si aggiunge all’inchiesta che ha portato al maxi-sequestro che ha per destinatario Raffaele Giudice, noto come “Varechina”, figura storica del panorama criminale vittoriese. Le carte depositate dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione rivelano infatti i dettagli della novità riguardante il sequestro esteso anche alla società Smart Transport Srls, formalmente intestata a un terzo soggetto ma ritenuta dagli inquirenti parte integrante del gruppo societario riconducibile alla famiglia Giudice.

Il provvedimento, firmato dal collegio presieduto dalla dott.ssa Maria Pia Urso, che ha affidato i beni all’amministratore giudiziario Alessio Nasti, ha evidenziato come tutte le aziende già sequestrate operino nel settore del trasporto su strada, con particolare riferimento alla movimentazione di prodotti ortofrutticoli. Un comparto strategico, caratterizzato da continuità operativa, rapporti commerciali attivi e personale dipendente.

La Smart Transport: formalmente autonoma, ma “di fatto controllata dal gruppo” Dalla documentazione contabile e amministrativa emerge un quadro preciso. La Smart Transport Srls, pur essendo intestata a un incensurato, risulterebbe operare esclusivamente per il Consorzio Siciliano Autotrasporti Riuniti, già sequestrato, utilizzando mezzi acquistati da altre società del gruppo Giudice – in particolare Fuel & Finance, Gold Speedy e lo stesso Consorzio.

Secondo il Tribunale, la società svolgeva attività di trasporto “a chiamata”, senza contratti formalizzati, seguendo le esigenze operative delle imprese già sottoposte a misura ablativa. I pagamenti per i mezzi presi in locazione e gli incassi dei trasporti avvenivano spesso tramite compensazioni interne, senza un vero piano industriale, ma secondo le necessità finanziarie del gruppo.

Il collegio parla esplicitamente di “influenza dominante” esercitata dalle società riconducibili alla famiglia Giudice, ritenendo la Smart Transport una società di fatto appartenente al gruppo, benché formalmente intestata a un terzo.

Alla luce di questi elementi, e con il parere favorevole della Procura, il Tribunale ha disposto il sequestro del 100% delle quote della Smart Transport Srls, indicando come terzo interessato il titolare formale, cioè il soggetto incensurato.

Il provvedimento conferma inoltre la nomina dell’amministratore giudiziario Nasti, incaricato di custodire e preservare i beni sequestrati, e delega la Direzione Investigativa Antimafia di Catania all’esecuzione del sequestro.

L’udienza per la trattazione del procedimento è fissata per il 25 febbraio, quando il proposto e i terzi interessati potranno comparire, presentare memorie e farsi assistere dai propri difensori.

Un quadro che si allarga Questo nuovo sequestro conferma la complessità dell’impianto investigativo: secondo gli inquirenti, il gruppo Giudice avrebbe costruito negli anni una rete di società formalmente autonome ma, nella sostanza, interdipendenti e funzionali a un unico centro decisionale. La Smart Transport, rimasta inizialmente fuori dal primo provvedimento, viene ora ricondotta a pieno titolo all’interno di questo sistema. Un’aggiunta significativa, che rafforza il quadro già emerso nelle scorse settimane e che potrebbe preludere ad ulteriori sviluppi.