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il caso

Una vasca sul marciapiede, il nuovo simbolo del degrado urbano

Fa bella mostra di sé in via Senofonte da diverse settimane nonostante le segnalazioni di residenti della zona

12 Febbraio 2026, 07:04

Una vasca sul marciapiede, il nuovo simbolo del degrado urbano

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La congiura dell’immondizia, altro che di Catilina. «Quanto ancora volete abusare della nostra pazienza?», si potrebbe parafrasare la famosa invettiva di Marco Tullio Cicerone, di fronte a quella vasca da bagno abbandonata sul marciapiede della strada a lui dedicata, nella parte terminale di Corso Gelone.

Il manufatto, estirpato dalle piastrelle di un’abitazione i cui proprietari avranno deciso di passare alla doccia, fa pessima mostra di sé all’incrocio tra la via che ricorda il filosofo e politico greco e via Senofonte, anche quest’ultima funestata dall’abbandono abusivo di immondizia di ogni genere prima che una parte dei mastelli – presi di mira da furgoni e privati dal lancio del sacchetto compulsivo – venisse spostata sulla vicina via Demostene. Quella vasca sul marciapiede – abbandonata da oltre un mese - diventa così il nuovo totem del degrado, spina metallica nel fianco di una città che già da tempo paga lo scotto di una raccolta rifiuti a volte zoppicante e adesso della disputa tra la vecchia azienda e la nuova.

Sembra tornata in auge l’usanza furba di privilegiare i vicoli e le periferie per sbarazzarsi in maniera abusiva di grosse quantità di rifiuti, bypassando spesso le strade più visibili e frequentate, alimentando l’illusione che la città abbia subito una sorta di repulisti generale, quando invece – più per paura di finire nell’occhio delle telecamere-trappola che per una botta di coscienza ecologica – si è tornati a scaricare la spazzatura nelle zone periferiche, aggiungendo degrado a degrado.

Un momento di alta visibilità dello stato di sporcizia e inurbanità cittadina si è raggiunto durante l’imperversare del ciclone Harry, che oltre a distruzione e danni ha sollevato letteralmente in aria la coltre di rifiuti, immondizia e sporcizia che ottunde la città rendendo visibile ciò che spesso si cerca di mascherare tacciando chi se ne lamenta di esagerazione e allarmismo.

Esistono quartieri che letteralmente sono diventati loro malgrado simbolo dell’abitudine degradata e degradante dell’abbandono di masserizie, mobili sfasciati, abbigliamento, componenti d’arredamento, scaldabagni e quant’altro: la Borgata, alcune zone della Mazzarona, le vie per il mare, ma anche stradine e cortili di molte altre parti di Siracusa. Nella conta delle colpe alcuni residenti, ma spesso abitanti di altre parti della città in trasferta, piccole aziende o ditte con esuberi di materiale di scarto e risulta.

La vasca da bagno abbandonata si unisce alle decine di altri simboli del degrado e del disinteresse, sparpagliati per ogni dove, nonostante siano sotto gli occhi di tutti, Amministrazione e cittadini.

Dalle terme di Caracalla, ai tempi di Cicerone, ai sanitari per strada, è un attimo.