17 febbraio 2026 - Aggiornato alle 06:30
×

tensione a Washington

Camera Usa sfida Trump: passa il blocco dei dazi al Canada (con sei repubblicani dissidenti)

La misura, presentata dall’opposizione e sostenuta da una fronda interna repubblicana, mira a revocare lo stato di emergenza utilizzato per giustificare le tariffe. Il testo dovrà ora affrontare l’esame del Senato

12 Febbraio 2026, 07:18

Camera Usa sfida Trump: passa il blocco dei dazi al Canada (con sei repubblicani dissidenti)

Seguici su

La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, a maggioranza repubblicana, ha votato una risoluzione per bloccare i dazi imposti dal presidente Donald Trump sulle importazioni dal Canada, segnando una rara frattura interna nel Partito Repubblicano e una sfida diretta alla linea del presidente. La misura è stata approvata con 219 voti a favore e 211 contrari.

La risoluzione, introdotta dal deputato democratico Gregory Meeks, intende terminare lo stato di emergenza nazionale che Trump aveva invocato per giustificare l’imposizione dei dazi, e con esso l’autorità usata per imporre le tariffe commerciali. Sebbene la votazione sia largamente simbolica – e richieda ora l’approvazione del Senato e la firma del presidente per tradursi in legge – rappresenta un significativo segnale di dissenso bipartisan all’interno del Congresso.

Sei Repubblicani “ribelli”

Al centro della svolta ci sono sei parlamentari repubblicani che hanno votato insieme ai Democratici contro la politica commerciale del loro stesso presidente: Don Bacon (Nebraska), Kevin Kiley (California), Thomas Massie (Kentucky), Jeff Hurd (Colorado), Brian Fitzpatrick (Pennsylvania) e Dan Newhouse (Washington).

Questi voti hanno consentito di superare la contrarietà del gruppo dirigente repubblicano alla messa in discussione delle tariffe, che fino a ieri era riuscito a bloccare votazioni simili.

La reazione di Trump

Poco prima del voto, Donald Trump aveva pubblicato messaggi sul suo social Truth in cui invitava i repubblicani a non tradire la sua politica dei dazi, avvertendo che chi avesse votato contro avrebbe “pagato alle elezioni, anche alle primarie”. Trump ha difeso le tariffe come strumento di sicurezza economica e leva negoziale nei confronti di partner commerciali ritenuti scorretti, attaccando in particolare il Canada definendolo “uno dei peggiori con cui avere a che fare”.

Implicazioni politiche ed economiche

La votazione riflette tensioni più ampie sulla politica commerciale nel Paese, con crescenti preoccupazioni tra aziende e consumatori per gli effetti delle tariffe sulla catena dei costi e sulle relazioni con un alleato di lungo corso come il Canada. Rimane, tuttavia, molto probabile un veto presidenziale qualora la misura arrivasse al presidente senza una maggioranza qualificata per superarlo.

La votazione di mercoledì rappresenta uno dei rari casi in cui la Camera controllata dai Repubblicani si confronta pubblicamente con una politica centrale dell’amministrazione Trump, indicativa delle pressioni interne al partito a pochi mesi dalle elezioni di medio termine degli Stati Uniti.