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beni culturali

Parco archeologico di Siracusa, gara regionale per la gestione dei servizi

Il bando arriva dopo il ritiro del primo appalto e rilievi dell’Anac sulla gestione precedente, e consente di presentare le offerte entro il 20 marzo tramite piattaforma telematica

12 Febbraio 2026, 08:39

Parco archeologico di Siracusa, gara regionale per la gestione dei servizi

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Arrivate tra il 5 e il 7 febbraio, al tavolo della Centrale unica di committenza (Cuc) della Regione, le ultime carte mancanti (elenco del personale del concessionario uscente, progetto di assorbimento, il Documento di valutazione dei rischi relativo alla Galleria regionale di Palazzo Bellomo), documentazione che si è aggiunta a quanto in precedenza trasmesso a Palermo, ossia il Capitolato tecnico con i relativi allegati: la Cuc ha indetto l’attesa gara per i servizi aggiuntivi al Parco archeologico di Siracusa, Eloro, Akrai e Tellaro.

L’amministrazione aggiudicatrice, che per conto della Regione siciliana centralizza le procedure di appalto per lavori, forniture e servizi in capo agli enti pubblici, ha pubblicato ieri l’avviso e il decreto con cui sancisce, appunto, la procedura aperta «per l’affidamento in concessione della gestione integrata dei servizi al pubblico (biglietteria, assistenza culturale e ospitalità) dei siti culturali del Parco archeologico».

Gara articolata in un unico lotto, per la durata di quattro anni, da aggiudicare con applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo. L’importo è di 6.518.941 euro, l’opzione di proroga è per ulteriori due anni. Le offerte dovranno pervenire mediante piattaforma e il termine per la presentazione delle stesse è fissato alle ore 11 del 20 marzo.

Era stato il direttore del Parco Carmelo Bennardo a chiedere, lo scorso ottobre, di avvalersi della Centrale unica di committenza per l’espletamento in delega della gara, dopo il ritiro del primo bando a seguito di rilievi Anac sul modello contrattuale dei lavoratori.

Pubblicato, insomma, il bando di gara di uno degli appalti più ambiti in provincia, attorno al quale si sono scatenati veleni di ogni tipo negli ultimi due anni.

Pure l’Anac, solo qualche giorno fa, si è occupata della gestione precedente di questo appalto, con una delibera che per la maggior parte della sua sostanza è come la terza strofa di «Teorema», di Marco Ferradini, cioè quella che dà senso al testo ma non viene ricordata mai.

Si è parlato tanto di biglietteria affidata all’Inda, ma il Parco è stato «bacchettato» anche per il «forte ritardo nella formale contestazione degli inadempimenti accertati» nei confronti del vecchio concessionario. Ritardo che avrebbe «consentito la prosecuzione del contratto con modalità differenti rispetto a quelle offerte in sede di gara». Situazioni che avrebbero «potuto comportare – si legge nella delibera Anac - oltre che immediate conseguenze economiche (applicazione di penali e risoluzione del contratto), anche l’esclusione da successive procedure di affidamento ai sensi dell’art. 95 del codice dei contratti pubblici».

Il criterio di aggiudicazione è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo (offerta tecnica: massimo 80 punti. Economica: massimo 20 punti).