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grido d'allarme

Parco Livatino a rischio: una frana minaccia la stele del giudice beato

L'allarme di Conapi: "Promesse mancate, bus bloccati e infiltrazioni, così muore la memoria"

12 Febbraio 2026, 10:02

Parco Livatino a rischio: una frana minaccia la stele del giudice beato

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A tre anni esatti dalla presentazione ufficiale del Progetto del Parco Livatino sulla vecchia strada statale 640, nel luogo dove venne assassinato il giudice-Beato, si corre il rischio che la stele in sua memoria venga travolta da una frana. A lanciare il grido d’allarme è il presidente regionale del Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio (Conapi), Domenico Bruno, fortemente preoccupato per il fronte franoso che si sta aprendo, sia davanti che a monte della stele e che rischia di travolgere ogni cosa.

Già un anno fa era stato segnalato il movimento franoso all’Amministrazione di Agrigento cui compete la strada comunale, nel corso di un vertice in Prefettura. Una serie di infiltrazioni hanno infatti condizionato il terreno creando un lento smottamento. Da allora è stato elaborato un progetto di consolidamento della zona a cui non è stato dato seguito.

Tre anni di memoria e impegno fisico e morale rispettati – dice Domenico Bruno. – Si può dire altrettanto per gli enti pubblici che davanti alle autorità dello Stato si sono presi l’impegno di darci una mano? – si chiede il presidente Bruno. – E la frana in corso che probabilmente si sta portando via la strada e la stele e l’isolamento del Parco per la mancata apertura della vecchia Ss 640 in direzione per e da Agrigento? E la rete sul viadotto per evitare che gli incivili buttino ancora la spazzatura dalla sovrastante sede stradale, sulle teste dei volontari che curano costantemente le piante?”.

Da tre anni a questa parte, il Parco è stato ampliato progettualmente e sono state fatte molte migliorie, grazie anche ai lavoratori socialmente utili impiegati in alcuni giorni della settimana, per consentire la fruizione da parte dei visitatori sempre più numerosi.

“Molti di questi arrivano con i pullman – continua Bruno – ma i mezzi non possono raggiungere il luogo per via del movimento franoso che ne impedisce il transito. Ci erano stati promessi dei fondi per la definizione del Progetto compreso il consolidamento – conclude Domenico Bruno. – Se non arriveranno ogni nostro sforzo purtroppo sarà presto inutile!”.