la sentenza
Processo «Spaccaossa», intercettazioni inutilizzabili: raffica di assoluzioni a Palermo, 25 imputati scagionati
La decisione basata su una legge del 2020
Il tribunale di Palermo ha emesso una sentenza di assoluzione nei confronti di 25 imputati coinvolti in uno dei filoni d’indagine sulle cosiddette bande «spaccaossa». Il giudice della quinta sezione monocratica, Marina Minasola, ha scagionato i soggetti finiti a processo nell’ambito dell’inchiesta sulle truffe alle assicurazioni realizzate attraverso la simulazione di incidenti stradali.
Alla base della decisione del tribunale vi è l’inutilizzabilità delle intercettazioni, elemento che ha portato all’assoluzione dei palermitani Carlo Alicata, Angelo Danilo Anello, Giovanni Billitteri, Antonino Calafiore, Salvatore Vastiglione, Vincenzo Cataldo, Michele Civiletto Branca, Ernesto D’Anna, Giuseppe Di Gaetano, Alberto Alessio Fricano, Emanuela Gallano, Antonino Leto, Angelo Lo Nardo, Vincenzo Maggiore, Giovanni Napoli, Santo Napoli, Giuseppe Pirrotta, Paolo Rizzo, Jessica Santoro, Gaetano Scafidi, Giuseppina Uzzo, Vincenzo Valenti, Luigi Ventura e Giuseppe Zarcone.
Il sistema criminale, emerso per la prima volta nell’estate del 2018, si basava sul reclutamento di uomini e donne in condizioni di estrema povertà o affetti da dipendenze. Le vittime venivano convinte a subire atroci lesioni fisiche — fratture agli arti provocate con l'uso di mattoni di tufo o pesi da palestra — per allestire la scena di finti sinistri.
Mentre agli organizzatori delle truffe andavano risarcimenti che in diversi casi raggiungevano centinaia di migliaia di euro, alle vittime venivano corrisposte solo poche centinaia di euro. Quello conclusosi oggi è solo uno dei tronconi nati dalle cinque inchieste complessive che, per la crudezza dei metodi utilizzati, hanno generato grande scalpore nell’opinione pubblica, ispirando anche opere cinematografiche.