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Il caso

Arance dall'Egitto con pesticidi vietati: allarme del Consorzio siciliano

Il Consorzio di Tutela dell'Arancia Rossa di Sicilia IGP denuncia l'arrivo di agrumi egiziani contenenti sostanze bandite nell'UE dal 2019

12 Febbraio 2026, 14:55

Arance dall'Egitto con pesticidi vietati: allarme del Consorzio siciliano

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Una delle prime spedizioni di arance egiziane del 2026 è stata intercettata in Italia con livelli allarmanti di pesticidi vietati in Europa. Lo denuncia il Consorzio di Tutela dell'Arancia Rossa di Sicilia IGP, che esprime profonda preoccupazione per un fenomeno che mette a rischio sia la salute dei consumatori sia la sopravvivenza dei produttori italiani.

Secondo quanto riportato dal Sistema di Allerta Rapida per Alimenti e Mangimi (RASFF), le arance provenienti dall'Egitto contenevano 0,21 mg/kg di Chlorpropham, un erbicida e regolatore di crescita il cui utilizzo è stato bandito nell'Unione Europea dal 2019. La quantità rilevata risulta fino a ventuno volte superiore al precedente limite massimo consentito.

"Da anni mettiamo in guardia le autorità e i consumatori su questa problematica", dichiara Gerardo Diana, presidente del Consorzio. "Non è accettabile che esistano standard differenti sulla sicurezza alimentare. In Italia e in Europa i limiti sui residui sono giustamente stringenti, a tutela della salute di tutti i cittadini."

Concorrenza sleale e dumping sociale

Il problema non si limita alla sicurezza alimentare. Secondo il Consorzio, l'arrivo di prodotti trattati con sostanze proibite alimenta una concorrenza sleale che penalizza i produttori italiani, costretti a rispettare normative molto più rigide.

"In Egitto il costo del lavoro è almeno la metà rispetto a quello italiano, e gli standard di sicurezza nei luoghi di lavoro sono ben più bassi", sottolinea Diana. "Si crea così una competizione selvaggia e ingiusta che danneggia le nostre imprese e mette in pericolo la filiera di qualità costruita negli anni."

Il fenomeno assume dimensioni preoccupanti considerando la crescente espansione delle coltivazioni di agrumi in Egitto e il ruolo sempre più importante del Paese nordafricano nell'export mondiale.

La richiesta: controlli più severi

Il Consorzio chiede un rafforzamento immediato dei controlli, sia alle frontiere sia all'interno degli Stati membri dell'UE. Secondo i produttori siciliani, è fondamentale monitorare non solo i residui di sostanze vietate, ma anche l'eventuale introduzione di patogeni e parassiti vegetali da quarantena, come ceppi virulenti di Tristeza che potrebbero compromettere anche i nuovi portainnesti utilizzati per contrastare questa grave malattia degli agrumi.