14 febbraio 2026 - Aggiornato alle 18:28
×

il processo

Assolto l'ex senatore Papania, maresciallo dei carabinieri condannato a tre anni: cadono le accuse di dossieraggio

Il dibattimento a Caltanissetta è scaturito dalla denuncia presentata dalla pm Rosanna Penna che indagava sull'ex senatore di Trapani

12 Febbraio 2026, 17:06

1df2323d7ee777b1d4120c5f24a616df

Seguici su

Le accuse erano importanti e rilevanti: accesso abusivo ai sistemi informatici, quelli in uso alle forze dell’ordine. Sul banco degli imputati l’ex senatore alcamese del Pd, Nino Papania e un sottufficiale dei carabinieri, il maresciallo Roberto Sabato, all’epoca in servizio al comando della Compagnia dell’Arma ad Alcamo. Il Tribunale di Caltanissetta ha pronunciato per i due l’assoluzione dalle accuse. Sabato ha avuto una condanna a tre anni solo per un episodio di accesso abusivo al sistema informatico, ma assolto per tutti gli altri, scagionato anche dalle più gravi imputazioni di rivelazione di segreto d’ufficio, favoreggiamento.

Il processo si è svolto a Caltanissetta perché scaturito dalla denuncia di una ex pm della Procura di Trapani Rosanna Penna, che ha denunciato di essere stata “spiata” dall’ex senatore attraverso il sottufficiale dell’Arma, cosa che avrebbe riguardato anche il marito, l’avv. Roberto De Mari, di recente scomparso. La pm Penna da Trapani poi chiese e ottenne il trasferimento in Lombardia. Nel processo si è costituita parte civile.

Agli atti di indagine c’era anche l’esito di una perquisizione eseguita dai militari della Guardia di Finanza di Trapani nel maggio 2015 nella sede di una cooperativa gestita dall’ex parlamentare del Pd, durante la quale vennero sequestrati dei documenti che secondo le fiamme gialle il politico non avrebbe potuto avere, trattandosi di atti di una indagine. Papania all’epoca era sotto inchiesta per episodi riconducibili a voto di scambio, per le amministrative di Alcamo del 2012.

Tra i documenti sequestrati vi sarebbero state “notizie afferenti la sfera privata e le vicende giudiziarie” del marito del magistrato Rossana Penna, titolare delle indagini su Papania. Secondo i pm nisseni, Papania “agiva quale mandante e istigatore” mentre Roberto Sabato “abusivamente si introduceva nel sistema informatico” istituito presso la caserma dei carabinieri, in particolare “accedendo ai documenti riservati e coperti da segreto” contenuti in tale sistema informatico e impossessandosi di copia informatica degli stessi. L’agire dell’ex senatore puntava a screditare il pm che lo stava indagando.

Ma adesso la pronuncia assolutoria che ridimensiona e cancella gli accadimenti denunciati e tutta una pluralità di condotte asseritamente commesse tra il 2013-2014. Dopo oltre dieci anni, adesso, si risolve questo ulteriore processo: i fatti non sussistono, nessuna attività di dossieraggio è stata messa in atto dall’ex senatore che ha sempre proclamato la sua innocenza, affrontando il processo con serenità. Soddisfatti gli avvocati del collegio difensivo Vito Di Graziano, Baldassare Lauria, e Vania Giamporcaro, per i quali la tesi d’accusa sostenuta dai pm è sempre stata destituita di ogni fondamento. Gli stessi difensori annunciano che presenteranno ricorso in appello per la condanna subita dal maresciallo Sabato, non appena i giudici depositeranno le motivazioni.