L'indagine
Blitz notturno: smantellato un bunker di spaccio con videosorveglianza, ci sono degli arresti
Cinofili in azione nel "covo" dei pusher: sequestrati cocaina, crack, hashish e oltre 1.500 euro
C'è un angolo di Trapani in cui non si dorme. Siamo tra le strade silenziose di Borgo Annunziata e i vicoli di Erice. È notte fonda, la pioggia è battente ma c'è un’altra storia tutta da raccontare: quella di tre uomini – un 49enne, un 39enne e un giovane 21enne del posto – che avevano trasformato un locale anonimo in una vera e propria piazza di spaccio. O meglio era un bunker con tanto di videosorveglianza e il costante monitoraggio dell'esterno. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Trapani, insieme alle Stazioni di Erice e Trapani Borgo Annunziata, non ci hanno pensato due volte: con il fiuto infallibile dei cani del Nucleo Cinofili di Palermo-Villagrazia, hanno cinturato il covo e messo fine all’illegalità. Tre arresti per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.
L’operazione è partita come un fulmine nel buio, un’azione lampo che ha colto i tre di sorpresa. Non c’è stato tempo per nascondere nulla: la perquisizione ha portato alla luce un bottino che parla da solo. Oltre 51 grammi di cocaina purissima, 8 grammi di hashish resinoso, altrettanto crack – quella roba subdola che devasta vite in un lampo – e poi contanti per più di 1500 euro, profumati di attività illecita. C’era pure un bilancino di precisione, quel tool da laboratorio che misura dosi con la meticolosità di un chimico, e tutto il materiale per confezionare le “piccole dosi” pronte per la strada: bustine, cellophane, forbici affilate. Tutto sequestrato, tutto prova di un commercio che è in continua crescita.
Dopo qualche ora i tre sono finiti davanti al giudice per il rito direttissimo. Gli arresti convalidati, ma le misure diverse come in un copione giudiziario ben calibrato: per uno la custodia cautelare, probabilmente il “capo” della banda; per un altro, gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per tenere d’occhio ogni mossa; il più giovane, il 21enne, se l’è cavata senza restrizione per ora, ma resta nel mirino delle indagini.
Trapani, del resto, non è nuova a queste storie. Il suo porto, crocevia di rotte verso il Nord Africa, e le sue periferie come Borgo Annunziata sono da anni terreno fertile per il narcotraffico. Cocaina che arriva pura dalle rotte marine, crack che si diffonde come un veleno silenzioso tra i giovani, hashish per i clienti fissi. Questo blitz non è un caso isolato: fa parte di una strategia più ampia dei carabinieri, che negli ultimi mesi hanno intensificato i controlli notturni, con radiomobili sempre all’erta e cinofili che fiutano l’aria come segugi. E i risultati si vedono: piazze di spaccio smantellate e famiglie che tirano un sospiro di sollievo.
Pensateci: in una città come Trapani, dove il turismo estivo riempie le spiagge di Paceco e Custonaci, e l’economia legale lotta per emergere, queste piazze di droga sono un cancro che erode tutto. Il crack, in particolare, fa paura: non è solo una sostanza, è un’emergenza sanitaria che intasa i pronto soccorso dell’ospedale, con giovani che arrivano in astinenza, famiglie distrutte. Le associazioni lo sanno bene, e aumentano i centri di recupero, i programmi di prevenzione nelle scuole. Questo intervento dei carabinieri è un segnale forte: la legalità non è un optional, è una conquista quotidiana.
E ora? Le indagini non si fermano. Quei 1500 euro sequestrati potrebbero tracciare fornitori più grossi, forse legami con clan. I militari stanno passando al setaccio cellulari, contatti, magari un messaggio che svela la rete. Intanto, la comunità trapanese guarda con speranza: più telecamere nei quartieri sensibili, pattuglie notturne rafforzate, sinergia tra Procura e forze dell’ordine. È così che si vince contro lo spaccio, non con proclami, ma con azioni concrete come questa notte a Trapani.
In un territorio siciliano che sogna sviluppo e normalità, episodi del genere ricordano quanto sia fragile l’equilibrio. Ma anche quanto siano tenaci le istituzioni. Trapani respira, Erice recupera sicurezza, e la Sicilia occidentale dice no alla droga. Una storia che, speriamo, sia solo l’inizio di un inverno pulito.