Centro storico
Da zona del degrado a luogo pop: la rinascita di via Candelai
Da strada del degrado a laboratorio di arti e cultura: pedonalizzazione, investimenti privati e locali di qualità ridisegnano via Candelai
Via Candelai
Da via del degrado a luogo di arti e cultura e locali pop. Via Candelai prova a voltare pagina e a riscrivere il proprio destino nel cuore del centro storico di Palermo.
Una strada che negli ultimi anni è stata sinonimo di malamovida, risse notturne e abbandono urbano, oggi diventa laboratorio di rigenerazione grazie a un intreccio tra iniziativa privata e decisioni pubbliche. A sancire il cambio di passo è l'ordinanza comunale che istituisce l'area pedonale nel tratto compreso tra vicolo Travicelli e via Maqueda, in continuità con l'asse pedonale centrale.
Il progetto di rinascita porta ora la firma del Santamarina Group, guidato da Giuseppe Gargiulo, che da oltre due anni investe sulla strada. «Due anni e mezzo fa abbiamo acquistato l'ex Hotel Firenze, che era diventato un centro per migranti ridotto in condizioni pietose – racconta –. Siamo specializzati in rigenerazione urbana e da lì è nata la Locanda Santamarina, su progetto dell'architetto Gabriella Insana».
Da quel primo intervento è partito un processo più ampio. «Ho cominciato a comprare tutti i locali che producevano solo degrado: cicchetti a un euro, risse notturne e poco altro. Ho azzerato tutto. Via Candelai ha vissuto tanti mutamenti: prima una delle vie simbolo della rinascita della movida in città, poi della malamovida, infine una strada degli orrori».
Oggi la visione è opposta. «Via Candelai sarà la via delle arti e della bellezza e del lusso». Nei locali più grandi nasceranno spazi di somministrazione di alto livello: le licenze acquistate sono sette, tutte già assegnate. «Dove non c'è la somministrazione apriremo studi artistici, con artisti e artigiani locali». Nelle terrazze della Locanda Santamarina è già operativo un ristorante guidato dallo chef palermitano Giuseppe Calvaruso, «sous chef di Ciccio Sultano, in corsa verso la stella Michelin».
Gli investimenti sono importanti: «Progetti da 500 mila a un milione di euro per ogni locale che farà somministrazione, affidati a nomi palermitani non classici, molto pop e molto quotati». Al centro resta un'idea chiara: «Coniugare arte e sostenibilità». In questa direzione va anche l'interlocuzione con Maurizio Beninati di Wonderful Italy, insieme a Valsecchi, per un progetto di «arti star».
Imminente anche l'impatto visivo: «Installeremo 120 fioriere brandizzate, quattro archi di bouganville alti otto metri e un'illuminazione a zig zag in stile Capri». La pedonalizzazione è il passaggio decisivo: «L'ordinanza è uscita ieri, ora partiranno segnaletica, poi la pulizia che è affidata a noi come tutta la strada, insieme a discesa Santa Marina».
Sulla sicurezza Gargiulo è netto: «Quando arrivano imprenditori sani, luce e qualità, la malamovida non si avvicina». I cantieri sono aperti: «I primi locali ad aprile, gli ultimi a settembre. Entro l'estate sarà completata anche la parte artistica».
Un primo segnale di attenzione istituzionale era arrivato già il 18 aprile 2025, quando via Candelai è stata interessata dal rifacimento del basolato storico. L'intervento di restauro delle basole, curato dall'architetto Prestigiacomo dell'Ufficio Centro Storico, rientra nei lavori di ripavimentazione delle strade del centro storico e ha restituito decoro a una delle arterie più compromesse del Cassaro basso.
Per l'assessore alla Rigenerazione urbana Maurizio Carta, si tratta di un modello esportabile: «Un patto di collaborazione per la gestione condivisa dei beni comuni. Uno spazio urbano conviviale, non solo legato al cibo ma alle arti e all'artigianato. Un prototipo di micro-rigenerazione urbana che si prende cura delle persone».