L'indagine
Etnaland, le carte del sequestro: ecco i quattro paletti stabiliti dal gip per una possibile restituzione
Gli step: bonifica, contratti, depurazione e autorizzazioni. Il giudice ha nominato "custode" lo stesso imprenditore, che è indagato per traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale
Rifiuti tombati e impianti di depurazione (quasi) inesistenti. L’acquapark che fa divertire ogni estate migliaia di siciliani è finito sotto sequestro nell’ambito di un’indagine che ha rilevato gravi irregolarità in tema ambientale.
Il gip Luigi Barone nelle sei pagine del decreto con cui ha messo i sigilli a Etnaland però ha stabilito la strada per poter riavere le chiavi della struttura. Molti infatti si chiedono: l’estate è già archiviata? Per i legali ancora non è detto.
«Il giudice che ha disposto il sequestro ha stabilito una serie di adempimenti in seguito ai quali è possibile ottenere la restituzione dell’intero complesso», hanno anticipato ieri a La Sicilia gli avvocati Carmelo Peluso e Luigi Latino che difendono l’imprenditore Francesco Andrea Russello, titolare della società e nominato “custode” dei beni sequestrati dal gip di Catania.
Una “delega” che lo autorizza ad accedere nei luoghi al fine di poter ripristinare la salubrità del complesso. I reati contestati sono l’attività di gestione di rifiuti - anche speciali - non autorizzata, la combustione illecita di rifiuti, l’attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti e l’inquinamento ambientale.
Sono quattro i passi stabiliti dal gip Barone. Il primo adempimento è la bonifica integrale del fondo dove veniva seppellita l’immondizia. Il terreno dove erano bruciati i rifiuti è di tipo seminativo e secondo le indagini il parco non risulta «dotato né di adeguati impianti di depurazione né di alcun titolo autorizzativo a livello ambientale: la società risultava in possesso di una semplice autorizzazione allo scarico per la struttura e i bagni (rilasciata dal Comune di Belpasso e scaduta nel 2019)». Per le piscine, invece, è tutta un’altra storia.
Gli altri tre adempimenti riguardano la regolarizzazione dei contratti di trasporto e smaltimento dei rifiuti, il completamento dell’impianto per depurare le acque, e infine dotarsi di tutte le autorizzazioni amministrative, ambientali e di sicurezza dei luoghi di lavoro.
Intanto Jose Marano, vicepresidente commissione Ambiente, Territorio e Mobilità all’Ars ha depositato una richiesta di audizione.
LA SCHEDA
GLI ADEMPIMENTI
1) Bonifica Integrale
La bonifica delle aree che sono state destinate a discarica abusiva ai sensi di legge
2) Contratti
Regolarizzazione mediante appositi contratti con le società di trasporto e smaltimento rifiuti della destinazione dei rifiuti solidi e liquidi pericolosi prodotti dagli impianti dell’attività
3) Depurazione
Dotazione del complesso Themepark e Acquapark di un completo impianto di depurazione delle acque prodotte dagli impianti e di quelle relative ai servizi. Il consulente ha previsto la realizzazione di un impianto di pre-trattamento delle acque di balneazione e di contro lavaggio dei filtri delle piscine
4) Autorizzazioni
Dotare l’intero impianto di adeguate e complete autorizzazioni per l’esercizio dell’attività nel rispetto della normativa amministrativa, ambientale e di sicurezza dei luoghi di lavoro
