L'iniziativa
Lagalla conferisce cittadinanza onoraria di Palermo a generali Galletta e Gibilaro: "Grazie del vostro impegno"
Da una parte il contrasto a Cosa nostra, dall’altra il ricorso a strumenti innovativi nello svolgimento delle loro funzioni: queste le principali motivazioni che hanno portato al conferimento della cittadinanza onoraria per il generale della guardia di finanza Ignazio Gibilaro e il generale dei carabinieri Riccardo Galletta. La cerimonia si è svolta presso la sala Onu del teatro Massimo alla presenza del sindaco Roberto Lagalla, che ha conferito le onorificenze.
“È un riconoscimento che la città rende a due grandi servitori dello Stato e a due uomini delle istituzioni – dichiara Lagalla - confermando la necessità e l’esigenza che le istituzioni tutte siano in condizione di formare una rete di collaborazione, cooperazione e comune ispirazione al bene comune: questa ha una funzione non solo di governo, controllo, vigilanza e repressione sul territorio, ma anche una forte funzione di esempio, correttezza istituzionale e pedagogia sociale. Occorre stringere sempre più la differenza o la distanza che talvolta esiste tra cittadini e istituzioni, nonché richiamare nella mente dei cittadini l’importanza delle istituzioni come espressione più alta dell’unità del paese e della stessa comunità”.
Ignazio Gibilaro, siciliano di origine agrigentina, a inizio anni Ottanta ha ricoperto l’incarico di comandante delle sezioni Indagini economico-fiscali sulla criminalità organizzata della guardia di finanza: nel suo ruolo è stato parte integrante del pool antimafia, partecipando ad alcune delle più importanti inchieste contro la mafia con il ruolo di ‘ufficiale di collegamento’ tra il giudice Falcone e i militari. “Poter essere nominato cittadino di Palermo onorario per il contributo dato alla lotta alla criminalità organizzata per me non è solo motivo di orgoglio ma è proprio un’emozione sul piano personale – dichiara - metà degli anni Ottanta, mi trovavo in una Palermo diversa in cui i morti per le strade erano pressoché quotidiani. Mi trovai a lavorare con il pool dell’ufficio Istruzione per gli accertamenti bancari e patrimoniali, una frontiera a quel tempo innovativa: fu una grande e straordinaria intuizione del dottore Falcone che ha fatto scuola e che oggi è patrimonio comune di tutte le forze di polizia e della magistratura”.
Sullo stesso piano Riccardo Galletta, di origine fiorentina, oggi comandante interregionale dei carabinieri per l’Italia nord-occidentale: a lui viene riconosciuta una profonda conoscenza delle dinamiche della criminalità organizzata, da Costa nostra all’’Ndrangheta, ma anche l’aver investito nella divulgazione, prendendo parte a convegni universitari o presso associazioni culturali della città e condividendo le proprie competenze nel campo della storia militare: “La motivazione di questo importante riconoscimento richiama il contributo offerto negli anni alla lotta contro la criminalità organizzata. È un onore che mi lusinga profondamente, ma che sento di condividere soprattutto con i miei collaboratori, di ogni ordine e grado, che hanno dato un apporto determinante a questo impegno. Se un merito mi può essere riconosciuto, è quello di averli messi nelle condizioni migliori per svolgere il loro lavoro”, conclude.