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la cerimonia

Università, buona la prima del rettore Foti: «Visione e azione per accelerare lo sviluppo di Catania»

La lectio magistralis di Mariangela Zappia: «La Sicilia un ponte fra culture, continenti e storie millenarie»

13 Febbraio 2026, 19:46

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Università, buona la prima del rettore Foti: «Visione e azione per accelerare lo sviluppo di Catania»

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Un ritorno simbolico in uno dei luoghi più straordinari del patrimonio storico e culturale della città e dell’Ateneo.

È un debutto «emozionato» e «consapevole» e «con lo sguardo rivolto al futuro» quello del rettore Enrico Foti che per la prima volta dopo la sua elezione è stato protagonista della cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico. Accolto tra gli applausi nell’aula magna “Santo Mazzarino”, il magnifico ha guidato il corteo storico a cui hanno preso parte le delegazioni dei Dipartimenti e delle strutture didattiche dell’Ateneo, il Senato accademico, la pro rettrice Lina Scalisi e i rettori e le rettrici delle università ospiti.

«L’università cresce davvero - ha detto Foti nella sua prolusione - solo quando riesce a tenere insieme persone, competenze, responsabilità e fiducia. Per tutti noi questo cammino è insieme esaltante ed estenuante, affascinante e talvolta frustrante, imprevedibile e straordinariamente arduo. Ma solo attraverso il senso della comunità potremo andare più lontano e più velocemente di quanto potremmo fare da soli. Proprio per questo ho intrapreso, sin dall’inizio del mio mandato, quello che potrei definire un autentico viaggio dell’ascolto, incontrando colleghe e colleghi di tutti i Dipartimenti, anche in occasione di assemblee ampiamente partecipate, raccogliendo sempre entusiasmo, senso di appartenenza, ma anche una forte e condivisa volontà di migliorare e di restituire a UniCt il ruolo da protagonista che le compete».

«Dobbiamo essere interlocutori autorevoli - ha continuato il rettore - mettendo, come invero stiamo già facendo, le nostre migliori competenze scientifiche al servizio di decisioni pubbliche su sostenibilità, salvaguardia e innovazione. Dobbiamo rimuovere gli ostacoli burocratici che rallentano il nostro cammino. Dobbiamo preparare questo viaggio creando le condizioni per attrarre risorse e i migliori talenti. Dobbiamo individuare rotte chiare e costruire e sostenere team capaci di raggiungere approdi ambiziosi. Tenere insieme visione e azione è il più potente degli acceleratori di sviluppo».

Foti ha poi parlato della necessità di leggere con intelligenza i segnali dell’economia, coglierne le opportunità, trasformarle in strategie concrete capaci di condurci verso gli obiettivi stabiliti. La Sicilia attraversa un’eccezionale fase di dinamismo che, pur nelle fragilità note, offre opportunità concrete di crescita economica e sociale. Ed è proprio in questo scenario, che l’Università può e deve essere un moltiplicatore di sviluppo, un ambizioso attore nella competitività, un luogo in cui sapere, impresa e istituzioni dialogano stabilmente».

Il rettore ha, infine, ufficializzato la nascita della Fondazione “Siciliae Studium Generale 1434” (notizia anticipata ieri dal nostro giornale) a cui hanno aderito 19 imprese, ringraziando la presidente del Cda Elita Schillaci che sarà alla guida del «patto operativo con il territorio» come da lei stessa sottolineato.

LA LECTIO MAGISTRALIS 

«Una preziosa opportunità di dialogo con una comunità di studiosi e di giovani che guardano al futuro». Inizia così la lectio magistralis dell’ambasciatrice Mariangela Zappia che è anche presidente dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi) ospite d’onore per l’inaugurazione dell’Anno Accademico di UniCt.

«Il quesito che ho provato a formulare come titolo di riflessione “Frammentazione: un destino inevitabile o una scelta?” - ha continuato Zappia - mette davanti a un dilemma che ci interpella tutti, in una congiuntura storica in cui l’ordine globale è messo in discussione, quando non apertamente contestato e in cui le linee di frattura che solcano il mondo si rivelano molteplici e profonde. Parliamo da una terra da sempre crocevia di civiltà. Il Mediterraneo non è solo un mare, bensì un’idea e la Sicilia non è solo un’isola, ma un ponte tra continenti, culture, storie millenarie».

«Eppure oggi - sottolinea l’ambasciatrice - il mondo appare sempre più chiuso, sempre più frammentato. Le linee di faglia attraversano l’economia, la politica, la società e le relazioni internazionali. Fratture che non si sono prodotte per caso, ma sono il risultato di dinamiche e tensioni, sono il risultato di scelte - inclusa la scelta fondamentale che al cittadino è data nelle nostre democrazie di esprimersi con il voto».

«La seconda considerazione - ha aggiunto Zappia - è che il paziente lavoro che deve essere fatto non può essere solo in reazione a un ciclo politico che mette in discussione il ruolo delle istituzioni multilaterali e la validità delle regole condivise. C’è un tema concreto di nuovi equilibri da trovare senza abdicare alla cooperazione globale. Dobbiamo lavorare per migliorare quegli organismi, renderli più efficaci, più inclusivi, più capaci di affrontare rischi condivisi quali la salute globale, i cambiamenti climatici, l’insicurezza economica, le tensioni sociali, i movimenti migratori e infine le grandi sfide poste dall’innovazione tecnologica che si sviluppa a una velocità straordinaria, con conseguenze in positivo e in negativo mai viste prima. In questo senso, la globalizzazione non è un concetto astratto. Al contrario: rappresenta il flusso di idee, cose, persone, conoscenze che ha reso il mondo più interconnesso».

«La mia terza considerazione - ha concluso - è rivolta a voi studenti. A voi giovani rivolgo un messaggio al contempo semplice e risoluto: non siate spettatori passivi di fronte a queste trasformazioni epocali. Comprendetele, studiatele, partecipate al loro governo. Siate voi stessi attori consapevoli. Non perché sia facile, ma perché è necessario. Non perché sia comodo, ma perché è giusto».