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dopo il processo

Sentenza storica: undici condanne per furti d'acqua e rete abusiva smantellata

Erano allacciati abusivamente alla rete Gela-Aragona, Siciliacque avvia piani di digitalizzazione per proteggere i 1.700 km di rete

14 Febbraio 2026, 09:39

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Sentenza storica: undici condanne per furti d'acqua e rete abusiva smantellata

La doppia rete idrica scoperta sulla condotta Gela-Aragona

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Il Tribunale di Gela ha emesso una sentenza che segna un passo decisivo nella lotta ai furti d'acqua in Sicilia, condannando undici persone per pluriaggravato furto idrico nell'ambito del processo scaturito dall'operazione "H2O" condotta dalla polizia. Questa decisione rappresenta un riconoscimento concreto del lavoro svolto da Siciliacque, la società che gestisce il servizio idrico di sovrambito in regione, la quale si è costituita parte civile e ha presentato denunce determinanti per smascherare il fenomeno.

Una rete abusiva smantellata lungo l'acquedotto Gela-Aragona

Tutto è iniziato nel 2019, quando ripetuti disservizi lungo l' acquedotto Gela-Aragona hanno portato Siciliacque a segnalare anomalie gravi alle autorità. Le indagini, condotte dal commissariato di Gela e dalla Squadra Mobile di Caltanissetta, hanno portato alla luce una vera e propria infrastruttura parallela: tubazioni illecite allacciate abusivamente da aziende agricole, che deviavano ingenti quantitativi di acqua potabile destinata al pubblico. Gli undici imputati, giudicati con rito abbreviato, hanno ricevuto pene comprese tra un anno e un anno e quattro mesi, accompagnate dal pagamento di una provvisionale in favore di Siciliacque, condizione per la sospensione condizionale. Per altri cinque, che hanno optato per il rito ordinario, il procedimento è ancora in corso.

Siciliacque non ha dubbi: questa sentenza premia anni di denunce e monitoraggi su un'infrastruttura estesa per circa 1.700 chilometri, con particolare attenzione al tratto Gela-Aragona, storicamente il più esposto. Il fenomeno si intensifica nei mesi estivi, specie tra la zona industriale di Butera e Licata, o nell'area di Torre di Gaffe, dove i volumi sottratti raggiungono picchi di 30 litri al secondo solo a Licata. È una piaga che priva la collettività di risorse vitali, aggravando la crisi idrica siciliana e compromettendo l'erogazione regolare per famiglie, agricoltura e imprese.

L'impatto sul territorio e le sfide quotidiane

Immaginate la Sicilia, terra assetata d'estate, dove ogni litro conta: questi episodi non sono solo reati, ma un furto alla comunità intera. L'acquedotto Gela-Aragona, vitale per vaste aree, diventa teatro di un'emergenza silente che Siciliacque combatte con costanza. Le zone più colpite, come Butera-Licata e Torre di Gaffe, registrano concentrazioni estreme di allacci abusivi proprio nei periodi di massima irrigua, con sottrazioni che minano l'equilibrio idrico e amplificano le tensioni sociali. Le condanne, pur significative, sono solo un capitolo: il gestore sottolinea come il problema persista, richiedendo vigilanza continua per tutelare un bene pubblico essenziale.

Verso un futuro protetto con tecnologia e collaborazioni

Per voltare pagina, Siciliacque guarda avanti, integrando il know-how del gruppo Italgas, socio dall'ottobre 2023. Stanno applicando alla rete idrica le lezioni apprese nella digitalizzazione delle infrastrutture gas: bonifiche avanzate con tecnologie testate, videosorveglianza mobile remota e sistemi di rilevazione smart. A ciò si affianca un potenziamento della sinergia con forze dell'ordine, magistratura e autorità locali, per blindare i 1.700 km di rete e garantire un servizio equo