L'impianto
Grand Stand Arena, c’è la frenata di Lagalla
Fino a pochi giorni fa, tutti volevano la struttura sportiva ma adesso, dopo le polemiche, il sindaco non dà per certa l’operazione: «Confronto in corso sulla fattibilità»
«Sulla Grand Stand Arena c’è in corso un confronto per valutare la fattibilità dell’operazione e analizzare gli adempimenti che potrebbero essere necessari. L’importante era avere una base, quindi un impegno delle somme, per poter cominciare a ragionare su questo: non è detto però che ogni cosa abbia una finalizzazione obbligatoria». A dirlo è il sindaco Roberto Lagalla, tenendo aperti i dubbi rispetto all'effettiva realizzazione della struttura polivalente nel capoluogo.
L'iter tecnico è ancora in corso: prima l’impegno delle somme necessarie, la progettazione, l’acquisizione delle autorizzazioni e infine lo sviluppo di un progetto sostenibile. Nonostante siano sorti i primi dubbi su quanto detto dal primo cittadino, da Palazzo delle Aquile filtra che «non si tratta di una marcia indietro – spiegano – si sta andando avanti con le interlocuzioni e se tutto procede bene, il progetto potrà continuare. Al momento non esiste una progettazione definitiva: c’è solo una somma impegnata che può essere investita su questo progetto oppure ritirata e destinata ad altro». Da mesi, d’altra parte, si discute su dove collocare la struttura: la prima ipotesi aveva individuato il parco della Favorita, successivamente si è discusso anche sui quartieri Brancaccio, Sperone, Borgo Nuovo e Zen, con un dibattito pubblico sul territorio più idoneo alla sua “adozione”. L'area della Favorita, sottolineano dal Comune, «era stata considerata perché logisticamente sembrava avere maggiore fattibilità, ma non è detto che debba essere per forza quella la soluzione: possono essere individuate alternative».
Ben presto l’arena modulare è finita sotto la lente del Consiglio comunale: le opposizioni hanno espresso alcune perplessità sull’opportunità dell’investimento. A fare da apripista, il consigliere del M5S Antonino Randazzo che ha invitato il sindaco a riconsiderare l’operazione poiché «è una struttura vecchia, per la quale verrebbero utilizzati dei fondi liberi, che possono essere destinati ad altri interventi di manutenzione in città». Secondo il consigliere inoltre, l’attuale formula di noleggio dell’arena da parte di Sport e Salute, con un contratto pluriennale ormai prossimo alla scadenza, suggerirebbe di attendere prima di procedere con un eventuale acquisto: «Abbiamo già presentato un’interrogazione e se il progetto dovesse andare avanti potremmo valutare di chiedere una verifica alla Corte dei Conti», ha concluso. Le parole di Randazzo fanno seguito all’interrogazione che gli esponenti dell’opposizione avevano presentato il 2 gennaio scorso.
A tali perplessità il primo cittadino ha ribattuto: «Noi abbiamo fatto semplicemente un appostamento di risorse, in seguito ad alcune interlocuzioni che la direzione generale ha tenuto con Sport e Salute. C’è in questo momento un confronto tra Sport e Salute e gli uffici del Comune per valutare la fattibilità dell’operazione, l’allocabilità e per analizzare gli adempimenti che potrebbero essere necessari».
Dal punto di vista procedurale, il progetto è ancora nella fase tecnico-amministrativa. Dopo l’approvazione della delibera a fine 2025, è stata avviata la conferenza di servizi per raccogliere i pareri degli enti competenti e verificare la compatibilità dell’intervento sotto il profilo urbanistico e ambientale. Solo a conclusione positiva di questo si potrà procedere con l’approvazione definitiva e con l’eventuale avvio dei lavori, la cui conclusione è stimata entro il 2027. Un segno ulteriore che la storia è tutt’altro che chiusa ed è destinata ad arricchirsi di nuovi capitoli.