La denuncia
Carcere di Augusta: due detenuti morti in due settimane. L’ombra della droga dietro i decessi
La Procura di Siracusa apre un’inchiesta per omicidio colposo. I sindacati di polizia: «Sospette overdose, situazione fuori controllo»
È allarme nel penitenziario di Augusta. Nel giro di soli quindici giorni, due detenuti hanno perso la vita all'interno delle celle, sollevando pesanti interrogativi sulla sicurezza e sulla gestione della struttura.
La notizia, arrivata attraverso le note delle organizzazioni sindacali della Polizia Penitenziaria, tratteggia uno scenario inquietante: la causa di entrambi i decessi sarebbe da ricondurre a un'overdose. Un'ipotesi che, se confermata, accenderebbe i riflettori su come sostanze stupefacenti riescano a penetrare le mura del carcere.
Sulla vicenda la Procura di Siracusa ha immediatamente aperto un fascicolo d'inchiesta. I magistrati hanno disposto gli accertamenti medico-legali per stabilire con certezza le cause della morte e, parallelamente, hanno avviato indagini per tracciare l'eventuale filiera dello spaccio interno. Sebastiano Bongiovanni (Uspp Siracusa) e Aldo Di Giacomo (Spp) puntano il dito contro il degrado del sistema: «Le condizioni di vita e di lavoro all'interno dei penitenziari sono ormai precarie», denunciano i sindacalisti, chiedendo interventi urgenti per arginare un fenomeno che sta trasformando la detenzione in tragedia.
«In questi giorni la Corte di Cassazione ha sancito la condotta omissiva colposa di un’Amministrazione penitenziaria per non aver adottato le misure idonee a controllare l’ingresso degli stupefacenti nella struttura e non aver effettuato adeguati controlli sanitari».
Lo ha detto Nello Bongiovanni, dirigente provinciale Unione sindacati di polizia penitenziaria di Siracusa, intervenuto in seguito alle due morti negli ultimi 15 giorni, probabilmente per overdose, nella casa circondariale di Augusta. «Ha così statuito la Corte di Cassazione - ha aggiunto il sindacalista - pronunciandosi sul ricorso presentato dal ministero di Giustizia, per la condanna a suo carico al risarcimento in favore dei congiunti di un detenuto, trovato in stato di coma all’interno della cella e deceduto in ospedale due giorni dopo».
Bongiovanni ha inoltre messo in evidenza alcuni dati: «Nel 2016 le morti per suicidio sono state 40 e 75 per altre cause per un totale di 115 decessi. Nel 2025 le morti per suicidio sono state 80 e 161 per altre cause per un totale di 241. E nel 2026 sette suicidi e 15 morti per altre cause».
Aldo Di Giacomo, segretario del Sindacato polizia penitenziaria, ha sottolineato che «la droga circola in grandi quantitativi specie nelle carceri siciliane, lombarde e campane». «Nel corso dell’anno - ha osservato - i sequestri effettuati negli istituti penitenziari ammontano a 65 kg di sostanze stupefacenti di ogni tipo. Anche se più recente molto pericoloso è l’ingresso nelle celle di 'blu punisher' e di altri tipi di pasticche. Il mercato della droga in carcere si è evoluto: tra pastiglie di farmaci tritati o sniffati, cerotti alla morfina, francobolli con colla ricavata da stupefacenti».
Secondo Di Giacomo «in questa situazione è ancora più irresponsabile negare l’evidenza dei fatti, mentre i servitori dello Stato che si sentono abbandonati e umiliati dal datore di lavoro sono da tempo impegnati a stroncare i traffici di droga».