14 febbraio 2026 - Aggiornato alle 22:48
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il caso

“Non mi state fermando. Mi state ricreando”: perché Fabrizio Corona si è fotografato sul lettino di un ospedale

Due scatti su X, una frase cesellata come uno slogan e un dettaglio clinico che fa discutere: cosa sappiamo davvero delle immagini condivise dall'ex paparazzo (e perché quel 167/110 ha acceso l’allarme)

14 Febbraio 2026, 18:11

18:29

“Non mi state fermando. Mi state ricreando”: le foto dal lettino che riaccendono il caso Corona

Due scatti su X, una frase cesellata come uno slogan e un dettaglio clinico che fa discutere: cosa sappiamo davvero delle immagini dall’ospedale condivise da Fabrizio Corona e perché quel 167/110 ha acceso l’allarme

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Una stanza asettica, un torace esposto e in primo piano il volto di Fabrizio Corona. In controluce i numeri di un macchinario. È da qui che riparte la narrazione pubblica dell’ex “re dei paparazzi”, che nel pomeriggio ha pubblicato su X due foto disteso su un lettino di una struttura sanitaria, accompagnandole con una frase dal tono programmatico: “Non mi state fermando. Mi state ricreando”. E' il dettaglio che compare sullo schermo accanto a lui, una presunta “pressione arteriosa” a 167/110, a trasformare in poche ore quelle immagini in un caso.

Secondo le ricostruzioni convergenti Corona ha condiviso su X due fotografie che lo ritraggono su un lettino, torso parzialmente scoperto, con addosso sensori simili a quelli utilizzati per un elettrocardiogramma. La didascalia è breve, scolpita in prima persona — “Non mi state fermando. Mi state ricreando”. A colpire, però, è soprattutto il riquadro del monitor visibile in uno degli scatti: 167/110 che letti come valori pressori, risultano “decisamente elevati” e hanno immediatamente innescato l’ansia dei follower. “Stai bene?”.