15 febbraio 2026 - Aggiornato alle 11:54
×

Lavori pubblici

Ponte San Giuliano, è una storia infinita

A Randazzo difficilmente il completamento dei lavori potrà avvenire entro fine mese: mancava il parere della Soprintendenza

15 Febbraio 2026, 07:15

Ponte San Giuliano, è una storia infinita

Seguici su

La vicenda del ponte di San Giuliano si arricchisce di un nuovo, amaro capitolo. Quella che doveva essere la cronaca di una imminente inaugurazione si è trasformata, per l'ennesima volta, nel racconto di un'attesa sospesa. Chi, seguendo le cronache di agosto, confidava nel cronoprogramma indicato da Anas - che fissava in 6 mesi il termine per il ripristino dei due parapetti crollati - probabilmente, a meno di un miracolo, è destinato a una cocente delusione.

A metà febbraio, il traguardo di fine mese, infatti, appare un miraggio. Il velo sulle reali condizioni del cantiere è stato sollevato dall'on. Anthony Barbagallo nel sopralluogo del 2 febbraio. Le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni: «Ad oggi sono stati effettuati esclusivamente interventi preliminari legati alla gestione delle acque meteoriche». Il motivo? «Il progetto esecutivo era ancora privo del parere della Soprintendenza». Una notizia sconvolgente per un territorio che attende risposte dall'ottobre 2021 - data del primo crollo - che da anni subisce i disagi di un transito a senso unico alternato e che ha sperato che i tempi indicati ad agosto venissero rispettati. E Anas lo scorso 4 febbraio ha confermato: «Anas in questi mesi ha portato avanti tutti quei lavori che non necessitavano di pareri esterni vincolanti. In questa fase si attende il via libera da parte della Soprintendenza per effettuare le rimanenti lavorazioni. Non appena sarà rilasciato parere favorevole da parte loro, che Anas ha comunque sollecitato, verrà eseguito il resto delle lavorazioni che saranno ultimate secondo quelli che sono i termini contrattuali». E dalle informazioni che abbiamo ottenuto sembra che il 10 febbraio l'atteso parere sia arrivato. Per questo, immaginando che la consegna dei lavori ad agosto era stata effettuata in somma urgenza e in forma parziale, abbiamo chiesto formalmente ad Anas una data certa per la fine delle opere. Attendiamo che Anas ci fornisca le informazioni richieste, anche perché è doveroso fare chiarezza su un'infrastruttura che negli anni è stata oggetto di ogni sorta di congettura, inclusa la bizzarra tesi secondo cui i fondi per la sua ristrutturazione sarebbero stati stornati a causa del conflitto in Ucraina. Oggi il ponte non è solo un manufatto «ferito», ma il simbolo dell'abbandono della mobilità sul versante Nord dell'Etna, collegato da una rete stradale lenta e anacronistica.