Riqualificazione
Occhi puntati sulla zona Falcata, verso la bonifica da 20 milioni
Indagini geognostiche e due bandi per Real Cittadella ed Eurobunker, 935 giorni di lavori e un piano di rigenerazione green
Dopo l’inaugurazione del nuovo parco urbano realizzato alla ex Fiera, l’Autorità di sistema portuale dello Stretto ha un altro ambizioso obiettivo da centrare: la bonifica della zona Falcata. Rispetto al passato, fatto di promesse e annunci che non si sono mai concretizzati, finalmente, qualcosa si muove. Fondamentale l’input dato dal Governo che ha stanziato 20 milioni di euro per il recupero di una area tra le più prestigiose e belle di Messina. I tempi, tuttavia, restano lunghi. E sono in fase di definizione. Nei giorni scorsi, i progettisti incaricati di eseguire il piano di caratterizzazione, hanno fatto degli ulteriori sopralluoghi.
Alla società Sondedile di Teramo è stato assegnato l’appalto per le indagini geognostiche e geofisiche. L’intervento servirà a studiare la composizione del suolo tramite rilievi ambientali, al fine di mappare con precisione il grado di inquinamento di tutta l’area e pianificare, così, le successive operazioni di bonifica. Intanto, l’Authority ha trasmesso ad Invitalia, soggetto che si occuperà della pubblicazione dei bandi, gli ultimi chiarimenti richiesti per la stesura della documentazione. Una convenzione è stata sottoscritta tra l’Autorità di sistema e l’agenzia nazionale per lo sviluppo. Solo dopo il completamento delle procedure burocratiche ed amministrative si procederà con l’appalto. I bandi saranno due. Uno dedicato esclusivamente alla bonifica dei resti della Real Cittadella. L’altro riguarderà, invece, la zona dell’Eurobunker: un ecomostro che si affaccia sullo Stretto. Bisognerà abbattere le grandi cisterne e ripulire a fondo i terreni, eliminando i veleni che si sono accumulati nel tempo.
Dal momento della consegna dei lavori - che potrebbe avvenire nei prossimi mesi - occorreranno 935 giorni per il completamento della operazioni. La zona Falcata continua ad essere una bomba ecologica nel cuore di Messina. Un sito che, per decenni, ha subito l’impatto prodotto dalla presenza di attività industriali che nessuno, probabilmente, avrebbe dovuto mai autorizzare. Eppure questa è la storia di una città che ha soffocato la vocazione naturale dell’affaccio a mare. E mentre si lavora per la bonifica, per la quale, comunque, nella migliore delle ipotesi, ci vorranno almeno tre anni, si programma il futuro. Nel 2024 l’Atelier(s) Alfonso Femia ha ottenuto l’incarico di progettare la rigenerazione urbana. Uno sviluppo “green” e sostenibile. A partire dal recupero dei monumenti. Non solo quello che resta della seicentesca fortezza realizzata a protezione della città, ma anche la Lanterna del Montorsoli ed il Forte San Salvatore. Un’area dal grande potenziale che si interfaccia con gli altri progetti di riqualificazione recentemente avviati dal Comune, come quello che sta interessando l’ex Macello di via Don Blasco. La struttura è destinata a diventare un polo sociale con un ostello della gioventù per il turismo a basso costo. A settembre sono iniziati gli interventi di demolizione.