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l'appello

«Tre anni dopo la frana ancora nessun intervento»

Il delegato provinciale Feder-Agri invoca azioni risolutive per il cimitero di Mineo

14 Febbraio 2026, 23:19

«Tre anni dopo la frana ancora nessun intervento»

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Tre anni trascorsi invano. «Tre anni sono passati dalla devastante frana del febbraio 2023 (conseguente all’alluvione del 9 e 10 di quello stesso mese) che interessò il cimitero di Mineo.

Decine e decine di loculi, monumentini e cappelle funerarie furono trascinate nel vallone sottostante, con scene drammatiche che sconvolsero l’intera comunità menenina. Ad oggi, ancora, nessun intervento è stato fatto per tamponare la frana in corso.

Maurizio Ialuna, delegato provinciale Feder-Agri, invoca azioni risolutive alle istituzioni nazionali e regionali.

«Ad aggravare la situazione - aggiunge Ialuna - nel dicembre 2025 un ulteriore nubifragio ha causato un nuovo cedimento nella zona interessata. È tempo di passare dalle promesse ai cantieri. La sicurezza dei cittadini e il rispetto dei defunti non possono più aspettare. Si passi urgentemente ad opere concrete e rapide, per evitare che la situazione si aggravi ulteriormente e la zona del cimitero interessata dalla frana si estenda oltre».

Da ciò l’appello a Stato e Regione. «Invitiamo il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, e il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani (commissario di governo per il contrasto al dissesto idrogeologico) - conclude il delegato provinciale di Feder-Agri - a venire a Mineo, per constatare di persona i danni consistenti subiti dal cimitero e i pericoli che la comunità menenina corre e ai quali è necessario porre rimedio».

Sull’argomento è già intervenuto più volte il sindaco Giuseppe Mistretta, sottolineando l’indispensabilità di un consistente investimento finanziario e sollecitando un’accelerazione delle procedure burocratiche per giungere nel più breve possibile all’avvio di lavori tanto importanti e attesi.

È quanto si auspica in una comunità che spera di chiudere al più presto una ferita sanguinosa e ancora, purtroppo, apertissima.