14 febbraio 2026 - Aggiornato alle 22:48
×

catania

Festa di Sant’Agata, ora è il momento dei bilanci: «Le parole dell’arcivescovo hanno infastidito alcuni»

Il Comitato per la Legalità nelle celebrazioni agatine, presieduto da Renato Camarda, racconta gli abusi vecchi e quelli nuovi: «Non possiamo escludere che i ritardi fossero organizzati»

14 Febbraio 2026, 20:13

20:16

Festa di Sant’Agata, ora è il momento dei bilanci: «Le parole dell’arcivescovo hanno infastidito alcuni»

Seguici su

Episodi vecchi e nuovi di prepotenza e tracotanza rispetto alla sacralità della festa di Sant’Agata e alle regole dettate da Chiesa e Autorità civili. È questo, in sintesi, il giudizio del Comitato per la legalità della festa, espressione delle associazioni di società civile, sull’edizione di Sant’Agata appena conclusa.

«Un certo numero di fenomeni – spiega per tutti Renato Camarda – non è nuovo. Tantissimi ceroni in mezzo alla folla, bombole a gas e bracieri accesi, molti ambulanti abusivi». Ma altri abusi, e più gravi, sono accaduti. «I fuochi del Borgo e il canto delle suore in via Crociferi snaturati in pieno giorno, il solito comportamento individualista delle candelore, specie di alcune candelore».

Fenomeni vecchi e nuovi, ai quali sono da ascrivere la lentezza della festa e gli orari indecenti. «Sappiamo che i ritardi si devono anche ai ceroni, alla folla, allo scarico della cera, agli intralci degli ambulanti abusivi. Ma non ci sembra che giustifichino un così grande balzo in avanti negli orari. Non si era mai vista però una gara di resistenza tra candelore, la “tichetta”, la mattina del 3 febbraio in via Etnea, mentre era in corso la processione, che infatti ha subito ritardi notevoli; non si erano mai viste manifestazioni di giubilo per la vittoria di una delle candelore in mezzo alla festa, a cura, pare, della Falange di Ultras catanesi. Inedito è stato lo stazionamento forzato di tutte le candelore il 4 febbraio in corso Sicilia, ufficialmente per motivi meteorologici, anche se molti interpretano la disposizione del Comitato per la festa come una punizione. Ha destato delusione la lentissima marcia del fercolo sulla salita dei Cappuccini, nonostante le richieste di maggiore impegno da parte del capovara. È stato necessario saltare i Vespri in sant’Agata la Vetere per il grande ritardo. Si è manifestata in maniera evidente la frustrazione del capovara la mattina del 6 in via Etnea, quando ha definito vergognoso il comportamento dei devoti che tiravano i cordoni come se fosse una scampagnata. Una lentezza culminata nel mai visto rientro del fercolo alle 13».

Il Comitato per la legalità comunque vuole pure plaudire «al valore religioso e sociale della festa custodito e rafforzato dalla Chiesa di Catania, e alla sicurezza garantita dalle forze dell’ordine». E apprezzare «l’intervento del sindaco Trantino, che ha criticato i tempi lunghi della processione prospettando la possibilità di eliminare i fuochi del Borgo, inutili se di giorno».

Il Comitato per le legalità sottolinea, infine, come sia in corso una «stagione di grande impegno dell’arcivescovo, monsignor Luigi Renna, che ha avviato un radicale processo di rinnovamento ecclesiale e pastorale, (culminato con il commissariamento dei circoli agatini), esprimendosi anche con continui interventi contro la mafia, parole che a Catania non avevamo mai sentito e che ci rallegrano», «L’atteggiamento dell’arcivescovo - dice Camarda con inquietudine - ha disturbato vari segmenti della società. Chi è innervosito dalla sua presenza trova forse altri strumenti per dimostrare il suo malessere. Non sappiamo se gli eventi spiacevoli di quest’anno siano frutto di una azione organizzata. È evidente però che questi episodi rappresentano un forte campanello d’allarme; vanno nella direzione esattamente opposta rispetto a quella indicata da monsignor Renna».