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la storia

Sacco a pelo anti-mafia: Ferrandelli difende la casa dai bulli dello Zen

L’assessore presidia l’appartamento contro minacce e racket: “Non cedo ai clan, il presidio dura a oltranza”

14 Febbraio 2026, 20:38

Sacco a pelo anti-mafia: Ferrandelli difende la casa dai bulli dello Zen

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Nella notte una famiglia ha abbandonato l’alloggio popolare assegnatole dal Comune di Palermo allo Zen 2. Giovedì, i genitori con tre figli – la madre è in attesa del quarto – non hanno retto a minacce e a un fitto lancio di pietre che ha mandato in frantumi i vetri dell’abitazione.

Per impedire che i gruppi criminali che gestiscono il racket degli alloggi se ne approprino e scongiurare una nuova occupazione abusiva, l’assessore comunale all’Emergenza abitativa, Fabrizio Ferrandelli, armato di sacco a pelo e coperte, ha trascorso la notte nell’appartamento, insieme ai docenti universitari Costantino Visconti e Gioacchino Lavanco e alla giornalista di Striscia la notizia Stefania Petyx.

Non si tratta di un gesto isolato. «Il presidio – assicura Ferrandelliproseguirà a oltranza. Non è escluso che possano aggiungersi consiglieri comunali».

L’immobile si trova in un edificio di via Agesia di Siracusa, dove vivono sei nuclei assegnatari. Dopo la liberazione di un alloggio, il Comune lo ha attribuito al primo in graduatoria per l’emergenza abitativa, una lista che comprende oltre duemila famiglie.

Ferrandelli ricostruisce l’accaduto: la famiglia, trasferitasi in mattinata giovedì, poche ore dopo – intorno alle 21 – è stata bersaglio di pietre lanciate contro le finestre e di colpi sferrati alla porta d’ingresso. Da sotto la soglia è stato fatto scivolare un biglietto dal contenuto inequivocabile: «Ve ne dovete andare o vi rompiamo tutto e vi ammazziamo».

Negli ultimi quattro mesi, secondo i dati comunali, sono state effettuate quindici assegnazioni di case popolari, «tutte andate a buon fine» – precisa l’assessore. Ma lo Zen è di competenza dello Iacp, che fornisce al Comune gli immobili per il solo affidamento.

Allo Iacp fanno capo anche le abitazioni di altri quartieri sensibili: Borgo Nuovo, Sperone, Cep.

Il metodo dei gruppi che lucrano sugli alloggi è sempre lo stesso: costringere i titolari a lasciare per cedere l’appartamento ad altri dietro pagamento. La “tariffa”, spiega Ferrandelli, si aggira intorno ai 15 mila euro.

Un censimento completo delle occupazioni abusive, sollecitato dalla prefettura, non è ancora disponibile; chi studia il fenomeno stima circa 20 mila occupanti irregolari. Alla graduatoria per l’emergenza abitativa si somma il dramma dei senzatetto, registrati solo in un elenco sommario della Caritas: 2.890 nel 2014.