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Il progetto

Centro Rimed, Carini capitale di biotecnologie: passi avanti e altri milioni per la viabilità

In cantiere ltre 17 mila metri quadrati di laboratori e di un investimento complessivo superiore ai 230 milioni di euro. Più il progetto Ismett 2, per il quale è previsto nel 2026 il bando di gara

15 Febbraio 2026, 11:41

Centro Rimed, Carini capitale di biotecnologie: passi avanti e altri milioni per la viabilità

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«È un luogo di bellezza magica, paragonabile per fascino alla stazione zoologica di Villefranche». Così Giulio Superti-Furga, allora direttore scientifico della Fondazione Rimed, descriveva il Centro per le Biotecnologie e la Ricerca Biomedica che prendeva forma a Carini. Definizione insolita per un cantiere scientifico, ma perfetta per rendere l’idea dell’ambizione che ruota attorno a questo pezzo di Sicilia.

Quel luogo, oggi, è un cantiere che avanza nonostante qualche intoppo. L’uscita di scena di Superti-Furga, dimessosi a novembre 2025 per ragioni personali, ha segnato una fase di transizione nella governance scientifica. La Fondazione ha avviato a gennaio la selezione per il nuovo direttore scientifico, intanto il progetto procede anche sul terreno delle infrastrutture. La Città metropolitana ha programmato interventi per oltre 5 milioni di euro, di manutenzione straordinaria e adeguamento della viabilità di accesso al polo, attraverso un accordo quadro biennale.

Il piano di viabilità rappresenta una vera e propria strategia di "bypass" per cambiare la geografia dei flussi della Sicilia occidentale. Tra gli aspetti più rilevanti ci sono la creazione di un percorso alternativo alla circonvallazione di Palermo, l'obiettivo è permettere a chi arriva dalle autostrade A19 e A29 di raggiungere il centro e l'aeroporto senza mai entrare nel traffico urbano della città, riducendo drasticamente i tempi di percorrenza.

Punto di snodo fondamentale è l'adeguamento della S.R. 5 Via Finaite nel territorio di Cinisi, una strada considerata il "braccio" che collegherà lo scalo direttamente alla rete viaria. L'avvio ufficiale delle procedure per questi lavori è il 2026. Diversi invece i tempi per il Centro. «Al momento i lavori di costruzione sono stati completati per oltre il 70 per cento – dice il presidente della Fondazione Paolo Aquilanti –. A breve, non appena definiti i termini e le nuove condizioni d’impegno per le imprese appaltatrici, sarà messo a punto un cronoprogramma dettagliato circa la conclusione». Il riferimento è alla fase complessa, legata alle difficoltà dell'appaltatore Italiana Costruzioni, che la Fondazione ha dovuto gestire alla fine dello scorso anno, «Siamo riusciti a salvaguardare l’intera filiera produttiva – aggiunge il presidente – e a ottenere l’intervento sostitutivo dell’altra principale impresa appaltatrice, assicurando così la prosecuzione dei lavori che non si sono mai fermati. L'attenta supervisione sta garantendo la continuità del progetto».

Istituita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, la Fondazione Rimed nasce da una partnership tra Governo italiano, Regione Siciliana, CNR, University of Pittsburgh e UPMC. Un centro di ricerca ad alta specializzazione, integrato fisicamente e strategicamente con l’ecosistema clinico di Ismett. Un hub dedicato alla ricerca traslazionale, cioè a quel passaggio delicato che porta una scoperta di laboratorio verso l’applicazione clinica.

Nei documenti ufficiali si parla di oltre 17 mila metri quadrati di laboratori e di un investimento complessivo superiore ai 230 milioni di euro, con apertura prevista nel 2027. Accanto al Centro si muove l’altra grande operazione sanitaria dell’area, il progetto Ismett 2, per il quale è previsto nel 2026 il bando di gara. Due progetti distinti seppur nello stesso luogo, con finanziamenti e governance diversi, ma pensati per dialogare, attrarre ricercatori, sviluppare competenze e generare ricadute sul territorio.