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crisi idrica

Caso Aica, Michele Termini sfida i sindaci: "Meno interviste, votate la mozione di sfiducia al Cda"

"Basta con le chiacchiere, bisogna passare ai fatti concreti". Ecco in testo proposto agli amministratori

16 Febbraio 2026, 14:10

Caso Aica, Michele Termini sfida i sindaci: "Meno interviste, votate la mozione di sfiducia al Cda"

MIchele Termini e Danila Nobile

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«La politica si deve assumersi le sue responsabilità. A Canicattì tutti si espongono per criticare Aica attraverso note stampa e interviste, ma nessuno sta pensando di utilizzare gli strumenti che sono a disposizione per sfiduciare l'attuale management».

Michele Termini, ex sindaco di Campobello di Licata, scende in campo sul caso del servizio idrico in provincia di Agrigento, in particolare su quanto sta accadendo a Canicattì, dove tra disservizi, proteste, posizione rigida del gestore con annesse polemiche, c'è una situazione esplosiva. Con un'azione provocatoria, ma non troppo, Termini «sfida» la classe politica di Canicattì, ma anche quella degli altri Comuni della provincia, a passare dalle parole ai fatti. Per quanti non condividono le modalità di gestione del Cda di Aica, ha proposto il testo di una mozione di indirizzo politico-amministrativo per la richiesta di dimissioni del Cda in carica, da trattare e votare nei Consigli comunali.

«Chi vuole – dice – ha gli strumenti per sollecitare i rispettivi sindaci a manifestare in sede di assemblea la sofferenza che vivono i cittadini».

Ricordiamo a Termini che il Cda di Aica è stato voluto a maggioranza dalla stessa assemblea dei sindaci e che oggi lo stesso organismo sembra stia dando convinto sostegno alle forti iniziative che la presidente Danila Nobile sta portando avanti contro Siciliacque e nei confronti della stessa Regione Siciliana, a sostegno, si afferma nelle note ufficiali, dell'utenza della provincia di Agrigento.

«Io non sono così sicuro che i sindaci soci siano tutti d'accordo su come Aica stia agendo – dice Termini – ma fino a quando non ci sono azioni concrete nessuno può dire una cosa opposta. A Canicattì il sindaco gode della maggioranza, i consiglieri comunali che si lamentano, e che si dichiarano al fianco dei cittadini arrabbiati per ciò che sta accadendo, hanno la forza per votare la mozione con cui si impegna l'Amministrazione a chiedere le dimissioni del Cda di Aica. Lo facciano e siano conseguenziali alle parole».

Termini, inoltre richiama i dubbi di molti amministratori sul recente prestito regionale di 20 milioni di euro ad Aica, ricordando che gli stessi attendono ancora la restituzione del primo prestito, quello del 2021. Ma andiamo alla mozione proposta oggi da Termini, che immaginiamo arriverà in questi giorni all'attenzione dei consiglieri di tutti i Comuni agrigentini: «Nel premettere che l'azienda consortile è società partecipata dai Comuni nella gestione del servizio idrico integrato; che il Cda della società è stato nominato dai sindaci dei Comuni soci, in rappresentanza delle rispettive quote; che negli ultimi mesi si sono registrate gravi criticità nella gestione del servizio idrico, con disservizi, problematiche organizzative e rilevanti ricadute sulla cittadinanza; che numerosi sindaci hanno espresso perplessità sull’attuale gestione aziendale, e ritenuto che il permanere dell’attuale Cda non appare più coerente con l’esigenza di garantire efficienza, trasparenza e continuità del servizio idrico, sia necessario un atto politico chiaro e pubblico che impegni l’amministrazione comunale ad assumere una posizione netta in sede assembleare».

La mozione è dunque una richiesta formale, in sede di assemblea dei soci di Aica, di dimissioni dell’attuale Cda. L'atto, infine, impegna i sindaci a promuovere ogni iniziativa utile affinché si proceda alla nomina di un nuovo organo amministrativo che garantisca competenza, trasparenza ed efficienza gestionale.