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Aci Castello

Addio al numero chiuso per bar, pub e ristoranti

Aci Castello dà il via libera alle licenze per bar, ristoranti e gelaterie: voto unanime per semplificare, attrarre imprese e creare lavoro, tra entusiasmo e timori di omologazione

16 Febbraio 2026, 20:00

Addio al numero chiuso per bar, pub e ristoranti

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In sede di Consiglio comunale, su proposta dell'Amministrazione e su indirizzo del sindaco Carmelo Scandurra, è stata approvata la liberalizzazione delle licenze di somministrazione di tipo A e B, relative ad alimenti e bevande, per l’apertura di ristoranti, pizzerie, bar e gelaterie, senza vincoli numerici prestabiliti. In Aula, di fronte alla possibilità di riscattare l’economia locale, si è registrata una decisiva convergenza politica. Il primo cittadino ha messo in evidenza il valore del provvedimento, dichiarando: «Abbiamo abrogato la vecchia delibera, che risaliva al 2012, dando un taglio netto a una prassi burocratica piuttosto lunga. Si tratta di una svolta storica, resa possibile anche dalla compattezza dimostrata sia dalla maggioranza sia dall’opposizione».

Il Consiglio, infatti, con 12 voti favorevoli su 12 presenti, ha approvato all'unanimità la proposta. Il sindaco ritiene che l’introduzione delle tanto discusse zone a traffico limitato, insieme a una nuova gestione del territorio, consentirà margini di sviluppo più ampi. Ha poi aggiunto: «Semplifichiamo la vita a chi vuole fare impresa, creando nuovi posti di lavoro e migliorando l'offerta per i cittadini. Vogliamo che il nostro Comune torni a essere un polo d'attrazione per giovani imprenditori ed eccellenze del settore, puntando sulla qualità e sulla sana concorrenza».

La novità è stata accolta con favore dalla cittadinanza. Sebbene si siano registrate anche delle perplessità, alcune legate al timore di chi pensa che questa scelta possa favorire la diffusione di attività commerciali omologate, che rischiano di impoverire l’identità del paesaggio urbano, altre legate al dubbio che questa scelta non sia sufficiente a sbrogliare il nodo occupazionale, stretto dalle grandi catene commerciali; tuttavia, pare registrarsi un diffuso riconoscimento per la determinazione mostrata dall’Amministrazione nel tentativo di imprimere una spinta positiva all’economia locale.

Isidora Bombaci